Cronaca

Da Catania a Lecce con torce, mazze e catene: la Digos apre un'indagine

Gli ultra siciliani hanno lasciato il materiale in un'area di servizio, una volta intercettati costretti ad accostare dalla polizia. E a fine gara, carica dei leccesi con fitto lancio di oggetti

LECCE – Sono arrivati a Lecce armati di bastoni e catene, subodorando la possibilità di uno scontro con la tifoseria locale. Ma hanno dovuto gettare tutto prima ancora di presentarsi allo stadio “Via del Mare”, perché la Digos salentina ha pensato bene di mettere in piedi un servizio preventivo, facendo accostare la carovana, composta da due pullman e diverse automobili, nell’area di servizio Q8, sulla strada statale 613 Brindisi-Lecce.

Erano 146 in tutto i sostenitori del Catania presenti ieri per la sfida della loro squadra contro i giallorossi. Per alcuni di loro potrebbero sopraggiungere problemi in futuro. Perché al momento il reparto diretto dal vicequestore aggiunto Raffaele Attanasi procede con una denuncia contro ignoti.    

I tifosi provenienti da Catania sono stati fermati intorno alle 13, poco prima che entrassero a Lecce. E in quel momento s’è verificato un lancio dai finestrini di oggetti d’ogni tipo, ovviamente per non permettere di attribuirne il possesso a qualcuno in particolare.

Alla fine, la  Digos ha raccolto quattordici torce a fiamma, una corda di 120 centimetri con all’estremità catene e un moschettone, un bastone in carbonio rinforzato con tubo metallico di 110 centimetri, altri due di legno, rispettivamente di 50 e 60 centimetri, una mazza da baseball di 50 centimetri, due tubi in gomma rigida, di 80 e 100 centimetri. Ovviamente, la vicenda non finisce qui, come detto, perché le indagini andranno avanti per scoprire chi abbia materialmente portato quegli oggetti in viaggio.  

Allo stesso modo, un’altra indagine è aperta per quanto avvenuto a fine gara, quando, presenti i tifosi catanesi ancora nel settore ospiti, circa duecento leccesi, scesi a quanto pare dalla Curva Nord, si sono presentati all’esterno per un “confronto”. Intorno c’erano però gli agenti dei reparti mobili schierati, quindi il faccia a faccia con gli ultras del Catania è stato impossibile. Prima che i salentini si disperdessero, però, contro i poliziotti hanno dato vita a un fitto lancio di pietre, bottiglie e aste.

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