Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Strada sbarrata per i precari dell’ateneo. Il Cda contrario alla stabilizzazione

L'esito della riunione odierna non è favorevole per i 33 impiegati nel settore tecnico- amministrativo. Tutti a casa il 15 dicembre, senza proroghe né trasformazione dei contratti. Sindacati chiedono accesso agli atti per ricorso

La sede del rettorato.

LECCE - Strada sbarrata alla stabilizzazione dei precari dell’Università del Salento. Il consiglio d’amministrazione riunitosi oggi, scatenando un polverone polemico sulla data di convocazione - appena due giorni prima della scadenza di molti contratti - ha bocciato in toto ogni proposta relativa alla proroga dei rapporti a tempo determinato, nonché alla possibilità di una loro futura trasformazione in tempo indeterminato.

La partita sembra essersi chiusa così, senza possibilità di replica: l’ateneo che in una prima fase aveva manifestato la propria disponibilità a risolvere il problema, conferma in pieno il dietro-front annunciato e fortemente contestato dai sindacati. Il 15 dicembre sarà la data del ritorno a casa di quelle persone, impiegate nel settore tecnico – amministrativo, che per tre anni hanno garantito il loro supporto per molti servizi definiti “essenziali” per il buon funzionamento dell’ateneo. Comprese le attività informatiche per le procedure riservate agli studenti. A nulla sembrano essere serviti i campanelli d’allarme sulla qualità di un servizio che, senza il pilastro di quelle persone, rischiava di perdere in qualità ed efficienza. Né il grido di dolore di 33 famiglie legate a quello stipendio universitario: precario si, ma pur sempre a tempo pieno.

Al margine della riunione, i sindacati hanno incontrato il rettore Domenico Laforgia che ha confermato la posizione negativa del Cda, sostenuta dal parere ampiamente sfavorevole fornito dall’avvocatura distrettuale dello Stato cui ci si era rivolti per chiarezza. “Ho chiesto se i consiglieri avevano preso in considerazione i futuri sviluppi dell’approvazione della legge di stabilità. Potrebbero passare degli emendamenti che contengono una deroga al tetto di spesa imposto dal decreto legislativo 78 del 2010”, spiega Sebastiano Mercuri di Snals. Ma Laforgia ha escluso ogni possibilità di proroga sino alla fine dell’anno, adducendo che tutte le risorse disponibili per questi rapporti di lavoro, erano già state spese. E questo proprio in virtù del tetto di spesa stabilito dal citato decreto che, per il capitolo precari, impone di non superare il 50 percento del budget stanziato nell’anno precedente.

Le unità lavorative non sarebbero quindi al riparo dalla scure legislative, perché assunte precedentemente all’entrata in vigore di quella norma. Così come teorizzato, in un primo momento, dai sindacati. L’unica strada ancora aperta rimane, ovviamente, il ricorso legale. Ipotesi che alcuni lavoratori hanno già preso in considerazione, pur di salvare il salvabile. Allo stesso modo i sindacati hanno presentato richiesta di accesso agli atti per valutare la possibilità di fornire assistenza attraverso i propri avvocati. 

Il Cda ha anche deciso di non avallare il ritiro delle dimissioni volontarie dell'ex direttore generale Emilio Miccolis. Sentiti i legali dell'ateneo, il rettore ha infatti scelto di tirare dritto sulla strada che porterebbe all'estromissione definitiva, salvo rivolgimenti in sede giudiziaria. Nei giorni scorsi l'avvocato Daniele Montinaro ha presentato un ricorso al Tar per l'annullamento del bando di concorso per il nuovo dg e nelle prossime ore il suo collega Luciano Garofalo dovrebbe sottoporre il caso all'attenzione della magistratura del lavoro.

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