L'ex attaccante Chevanton sotto processo per maxi evasione fiscale

Secondo la Procura avrebbe evaso quasi 1 milione di euro di Irpef fra 2011 e 2013. L'indimenticabile uruguaiano, calciatore giallorosso e che a Lecce ha messo radici, sposandosi, ha affrontato oggi la prima udienza del processo

LECCE – All’anagrafe risponde al nome di Espinosa Ernesto Javier Chevanton, per i tifosi del Lecce rimarrà in eterno Chevagol, per l’Agenzia dell’entrate (personale eventualmente di fede giallorossa inclusa) è solo uno dei tanti (troppi) contribuenti che aggirano il fisco in Italia. In questo caso, per somme non indifferenti, visto che si parla di 1 milione di euro. Anzi, per la precisione, 999mila e 116 euro.

L’indimenticato e indimenticabile attaccante uruguagio, fautore con i suoi memorabili gol di alcuni fra i maggiori successi del calcio locale, diventato ormai leccese adottivo (qui si è anche sposato), è stato accusato di evasione fiscale e per tale reato destinatario di un decreto di citazione a giudizio, in un processo in cui l’accusa è sostenuta dal pubblico ministero Donatina Buffelli, con prima udienza svoltasi oggi davanti al giudice monocratico Silvia Saracino.

A Chevanton,  la Procura leccese contesta  l’evasone dell’Irpef per 396mila e 732 euro nel 2011 (non avrebbe dichiarato redditi per 891mila 499, 58 euro), per 165mila e 140 euro (redditi per 390mila e 322,13 euro) nel 2012 e 437mila e 244 euro nel 2013 (redditi per 726mila 767,23 euro). Insomma, avrebbe evaso l’imposta sui redditi e sul valore aggiunto per soglie superiori, rispetto a quelle per le quali scatta il penale (150mila euro per periodo d’imposta). Gli accertamenti sono stati ultimati nel dicembre del 2018. Da notare che in quegli anni, il bomber si era diviso, passando per una stagione al Club Atletico Colon (Argentina), per poi tornare a vestire la maglia giallorossa. 

Chevanton è difeso dagli avvocati Angelo Valente e Maurizio Villani, secondo i quali, da ulteriori controlli, la situazione sarebbe ben diversa, con cifre al di sotto di quella soglia per gli anni 2011 e 2013 (attorno agli 80mila nel primo caso e ai 115mila euro nel secondo). Per il 2012, invece, è stata già concordata la pace fiscale, che consente di regolarizzare la posizione. Si riprenderà a discutere del caso il prossimo 3 aprile, con processo a carico di Chevanton che è stato quindi aggiornato. Gli avvocati, infatti, hanno presentato documenti per attestare la situazione che potrebbe consentire all’ex calciatore di uscire indenne, sotto il profilo penale, dalla vicenda.

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