Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Via Toma Gioacchino

"Rivoglio Sofia". Ubriaco citofona ai campanelli e poi reagisce ai poliziotti

Arrestato un 50enne, che ha scontato da poco tempo una condanna. Bloccato in evidente stato d'ebbrezza in via Toma, dopo insulti ad alcuni residenti e tentativi di danneggiamento. "Sono qui per riprendermi la mia donna". E alla fine sono scattate le manette. Di recente altre denunce a suo carico

Foto di repertorio.

LECCE – Sembra che fosse completamente fuori di sé. Ubriaco totale. Giuseppe Antonio Bergamo, 50enne, nativo di Leverano, nella tarda mattinata di ieri è stato segnalato da alcuni cittadini inviperiti e nel contempo spaventati in via Toma, nel quartiere San Pio di Lecce. Suonava a ogni campanello, minacciando chiunque avesse la sventura di rispondere.

Quando una volante è arrivata sul posto, l’uomo si è presentato in evidente stato d'ebbrezza. E agli agenti ha riferito di trovarsi lì per “riprendermi la mia donna, Sofia”.

Sarà. Due richiedenti, una coppia di coniugi, con una tale “Sofia” non sembrano c’entrare davvero nulla. E però hanno denunciato di subire ormai da diverso tempo disturbi e molestie da parte di quell'uomo. Sfociate ieri mattina in un vero e proprio tentativo di danneggiamento di una finestra della camera da letto e nella violazione del domicilio di un‘altra abitazione dei due, nella vicina via Fulcignano Casale.

Invano i poliziotti hanno invitato Bergamo a mantenere la calma. Dando sempre più in escandescenza, si sarebbe rivolto con offese, divincolandosi con calci e pugni al tentativo di portarlo in ufficio per gli accertamenti. Anche in questura avrebbe continuato con insulti e minacce di morte verso i poliziotti.

Dagli accertamenti si è scoperto che l’uomo aveva da poco terminato gli arresti domiciliari ed annoverava numerosi precedenti in materia di violazione delle norme sugli stupefacenti. A giugno era inoltre già stato denunciato per minacce e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e il 20 luglio per oltraggio, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Sentito il magistrato di turno, l’uomo è stato condotto agli arresti domiciliari per il reato di minacce gravi, oltraggio, resistenza e molestie.

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