Cronaca

Lecce città "elettrica", il Salento è fotovoltaico

Nel dossier "Comuni rinnovabili" di Legambiente sono citati vari centri della provincia: Scorrano, Soleto, San Cassiano per il fotovoltaico, come il capoluogo, Calimera e San Donato per il mini eolico

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ROMA - Nel rapporto "Comuni rinnovabili" 2011, pubblicato oggi da Legambiente (https://risorse.legambiente.it/docs/Rapporto_Comuni_Rinnovabili_2011.0000002525.pdf), si parla anche di Lecce e di vari centri del Salento. Non è una novità, visto che la Puglia si colloca ai vertici della produzione di energia da fonti rinnovabili: prima regione per il fotovoltaico e per l'eolico e terza per biomasse. Dal dossier emerge che, per quanto riguarda la diffusione delle energie rinnovabili in Italia, la Puglia può vantare 532 megawatt di fotovoltaico, 1287 di eolico e 139 di biomasse.

Lecce, con 36 megawatt prodotti, è fra i nove Comuni con più di 20 mila abitanti definiti "elettrici" al 100 per cento: produce cioè tutta l'energia di cui i residenti hanno bisogno. Ma essere autosufficienti non basta per essere "rinnovabili": tra i primi 20 Comuni indicati come miglior esempio di innovazione energetica e ambientale nessuno è pugliese.

Particolarmente diffusa, nel Salento, l'installazione di pannelli fotovoltaici: nella classifica nazionale per diffusione di pannelli ogni mille abitanti c'è Scorrano al diciassettesimo posto, Soleto al ventesimo e San Cassiano al quarantaseiesimo. Ma il fotovoltaico è cresciuto a livelli impressionanti in tutta la penisola: in sei anni i Comuni che ospitano impianti di produzione di energia di questo tipo sono passati da poche decine a 7273, cioè il 90 per cento del totale. Solo nell'ultimo anno la potenza installata è aumentata dell'80 per cento. Tornando alla Puglia, la superficie occupata da impianti a terra (fotovoltaico) è pari allo 0,003 per cento del totale - per una produzione di 518 Mw mentre quelli sui tetti sono oltre 9 mila ma producono 105 Mw.

Un occhio di riguardo, nel rapporto, è per i Comuni che sviluppano il mini eolico, cioè con pale da massimo 200 kilowatt: in questa direzione si stanno muovendo San Donato e Calimera. Nota dolente è la scarsa diffusione del solare termico: "La Puglia dimostra di saper crescere, ma occorre pensare alla diffusione del solare termico, ancora poco attivo, e a forme di integrazione delle energie alternative nel paesaggio, oltre che alla spinta dell'efficienza attraverso incentivi", ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

"In vista del referendum abrogativo (nucleare, Ndr) previsto per il 12 giugno prossimo, dobbiamo far capire alle amministrazioni e ai cittadini che le alternative rispetto al 1987 nello sviluppo energetico ci sono: non esiste un altro scenario energetico che, come le rinnovabili, possa garantire riduzioni delle importazioni dall'estero, delle emissioni di CO2 e della bolletta energetica, oltre che alla creazione di numerosi posti di lavoro".

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