Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Ferì Gioele Greco a colpi di pistola: Ciro Vacca condannato a sei anni

E’ questo il verdetto, emesso dal gup Vincenzo Brancato, del giudizio con rito abbreviato che vedeva come imputato, 59enne di Cavallino. I fatti avvennero nel gennaio del 2012 nei pressi di una stazione di rifornimento. L'uomo fu scovato dai carabinieri 72 ore dopo i fatti, nascosto in una stanza segreta

LECCE – Sei anni di reclusione. E’ questo il verdetto, emesso dal gup Vincenzo Brancato, del giudizio con rito abbreviato che vedeva come imputato Ciro Vacca, pluripregiudicato 59enne di Cavallino, arrestato a gennaio 2012 dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce (guidati dal capitano Biagio Marro), perché ritenuto il presunto autore del ferimento di Gioele Greco, 26 anni, raggiunto da un colpo di pistola, presso una stazione di rifornimento.

All’origine dell’incontro, avvenuto nei pressi dell'area di servizio “Tamoil” alle porte di Cavallino, vi sarebbe stata una vicenda riguardante il figlio, accusato da Greco di un furto. Il 58enne avrebbe portato l’arma con sé solo per spaventare il suo interlocutore. Poi, però, sarebbe partito un colpo per sbaglio. Una tesi, quella dell’imputato, che non ha mai convinto gli inquirenti ma confermata dallo stesso Greco (assistito dall’avvocato Benedetto Scippa e presente oggi in aula), che non si è costituito parte civile. Vacca è assistito dall’avvocato Donato Sabetta.

I militari dell'Arma, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Lecce, arrestarono l'uomo a meno di 72 ore dai fatti. Vacca si era nascosto in un'intercapedine, realizzata dietro una finta parete, nella sua villetta di Cavallino, alla fine di un corridoio coperto da uno specchio. Tenuta sotto stretta osservazione, l'abitazione dell'uomo fu sottoposta a un’accurata perquisizione, dopo alcuni movimenti sospetti che non sfuggirono agli uomini in divisa. Rintracciato, Vacca fu sorpreso dai carabinieri con una pistola calibro 9, illegalmente detenuta, con il colpo in canna e quindi pronta all'uso. 

VACCA CIRO Francesco-4-2-2Si trattava, con ogni probabilità, della stessa arma utilizzata per esplodere il colpo all'addome di Greco, poi sottoposta a sequestro assieme a 42 cartucce dello stesso tipo del bossolo rinvenuto nel giorno della sparatoria, sulla scena dell'agguato, nei pressi dell'area di servizio "Tamoil", nel comune dell'hinterland leccese. Greco, nel frattempo, come noto si trova a sua volta nel carcere di Lecce, in quanto accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti nell'ambito di due operazioni, "Speed drug" e la più recente "Network".  

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