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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Reddito di cittadinanza, "bruciato" nel solo Salento oltre 1 milione e mezzo di euro

Secondo capitolo sui controlli dei carabinieri, dopo quello generico sulla Puglia, questa volta dedicato in modo mirato alla provincia di Lecce. Dove sono state 337 le irregolarità riscontrate, con 228 denunce. Fra i vari soggetti, anche sette con precedenti per associazione mafiosa e altri 97 gravati da svariati reati

LECCE - Ieri i dati regionali. Oggi, quelli locali, riguardanti la provincia di Lecce. Oggetto: il reddito di cittadinanza e i “furbetti” che nel tempo hanno fatto carte false – è il caso di dire – pur di percepire l’indennità. Già, ma quanti sono nel Salento e qual è il loro profilo?

Spulciando fra i dati dei controlli effettuati da maggio a ottobre di quest’anno dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce, per verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa, si scopre come siano state rilevate 337 irregolarità, per un totale di 228 denunciati. Fra questi, 97 sono soggetti risultati gravate da precedenti penali per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di stupefacenti e sette per associazione mafiosa. E così, in totale, nella sola provincia di Lecce lo Stato ci ha oltre 1 milione e mezzo di euro. Per essere precisi, 1 milione 553mila e 976 euro.

I controlli in 23 comuni della provincia

Sono stati ventitré i comuni della provincia presi a campione. Si tratta di: Surbo, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Presicce-Acquarica, Gagliano del Capo, Specchia, Matino, Parabita, Aradeo, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Seclì, Martano, Scorrano, Trepuzzi, Campi Salentina, Carmiano, Martignano, Caprarica di Lecce, Castri di Lecce, Calimera, Poggiardo e Collepasso, per un totale di 8.507 nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza, composti in tutto da 15.666 membri.

Video | I controlli dei militari dell'Arma

I controlli, calibrati su 4.858 famiglie, corrispondenti al 57,11 per cento dei nuclei residenti, sono stati condotti su un totale di 12.316 individui, pari al 78,62 per cento dei soggetti monitorati. Le verifiche, eseguite dai reparti del Comando provinciale e del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce, hanno consentito di svelare, nei casi in cui è stata accertata la violazione, una varia casistica. Per esempio, l’omessa indicazione dello stato di detenzione di componenti del nucleo familiare. Oppure, false attestazioni del periodo di effettiva residenza in Italia, sul numero dei componenti del nucleo familiare, sul reddito immobiliare e mobiliare, sul cambiamento anagrafico e di residenza.

Alcuni casi emblematici

Diversi sono stati i casi particolari, quasi emblematici del sistema di raggiro delle norme. Di alcuni si è già scritto ieri, ma un ripasso non guasta, anche perché vi sono ulteriori dettagli anche sugli episodi già rappresentati. Fra i vari, dunque, emerge la coppia di Collepasso che ha fornito false dichiarazioni sulla composizione del proprio nucleo familiare, presentando contemporaneamente istanza di concessione del beneficio, omettendo di dichiarare il proprio stato di convivenza e inserendo nelle rispettive attestazioni la presenza di altri familiari, in realtà residenti in Germania fin dal 1° gennaio del 1991 e iscritti nell’anagrafe dei residenti all’estero (Aire) del Comune di Collepasso. In tutto, la coppia ha percepito indebitamente il beneficio per oltre 34mila euro.

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Sempre a Collepasso, un soggetto ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare di sei minori stranieri mai censiti in quel comune e senza avere con loro alcun vincolo di parentela, per di più con l’indicazione dei dati anagrafici priva del luogo di nascita e della nazionalità. In questo modo, ha incassato il beneficio per oltre 23mila euro.

E c'è chi ha condanne per mafia

A Parabita, invece, cittadino ha pensato bene di “dimenticare” di comunicare all’Inps il fatto che si trovasse agli arresti domiciliari, fin dal 24 marzo del 2021, percependo un sussidio pari a 3.900 euro. Ancora, segnalato il caso di cinque senegalesi risultati irreperibili a Monteroni di Lecce, luogo di residenza dichiarato e un individuo di Aradeo che, oltre a essere sottoposto alla misura restrittiva della detenzione domiciliare, è risultato intestatario di una grossa imbarcazione da diporto.

Gli approfondimenti, terminati il 20 ottobre scorso, hanno consentito di accertare la posizione irregolare sette soggetti gravitanti nell’area di sodalizi criminali mafiosi del Salento, alcuni dei quali condannati in seno ai processi scaturiti da massicce operazioni di polizia. Il tutto, ottenuto omettendo l’indicazione nella dichiarazione sostitutiva unica presentata dai rispettivi congiunti, del loro stato di detenzione derivante da condanne e accertando come non vi siano state forme di compiacenza nell’istruzione delle pratiche da parte di eventuali uffici come Caf e Patronati, nel momento in cui sono state riscontrate irregolarità.

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