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Cronaca

Assalto al camionista nell’area di servizio per rapinarlo, 25enne resta ai domiciliari

Convalidato l'arresto del giovane che un paio di notti addietro è stato fermato dalla polizia, con due 17enni, dopo la chiamata del conducente del Tir, sotto assedio a colpi di pietre

LECCE – Rapina aggravata in concorso, oltraggio, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale eramp i reati contestati al 25enne leccese Jacopo Di Tondo, arrestato in flagranza alle prime ore del 13 settembre scorso, e di cui ha dovuto rispondere davanti alla giudice per le indagini preliminari Anna Paola Capano in sede di convalida. Difeso dall’avvocato Francesco Calabro, il 25enne non ha reso dichiarazioni.

La giudice ha emesso un’ordinanza in ragione della quale Di Tondo dovrà restare ai domiciliari (per il rischio di reiterazione), laddove già si trovava fin dalla notte folle in cui è stato fermato dalle volanti di polizia in una stazione di servizio, dopo l’assalto a colpi di pietre ai danni del conducente di un autoarticolato a scopo di rapina. Episodio che Di Tondo non avrebbe, peraltro, consumato da solo, ma con la complicità di due fratelli gemelli di 17 anni residenti in un comune della provincia (per questi ultimi, nella circostanza, era scattata la denuncia a piede libero alla procura dei minori, con il riaffidamento alla madre).

La vicenda ha fatto piuttosto rumore per la particolarità. Era circa l’una e mezza di notte, quando un autotrasportatore albanese si era svegliato di colpo. La cabina del Tir in sosta nell’area di servizio Esso sulla tangenziale est, nella quale stava dormendo, presa d’assalto a colpi di pietra da tre soggetti che, stando al suo racconto in sede denuncia, avrebbero tentato anche di aprire lo sportello con la forza, per rapinargli i soldi. Il camionista aveva così chiamato il 113 e i tre ragazzi erano stati acciuffati mentre tentavano di confondersi con altri giovani nel frattempo arrivati lì per fare carburante.

Nel corso del controllo presso il distributore di benzina e durante l’accompagnamento in questura, a differenza dei 17enni, il 25enne avrebbe anche posto resistenza e proferito minacce ai poliziotti. Ragion per cui erano stati contestati ulteriori reati, oltre a quello di rapina in concorso.

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