L’appello del sindacato di polizia: “Basta tagli: unire le forze per garantire sicurezza”

I segretari del Silp Cgil puntano il dito contro il ridimensionamento predisposto dal Dipartimento di pubblica sicurezza: “Il comparto sta rimandendo a secco di personale e fondi. Dimezzate le volanti a Lecce. Serve una riforma strutturale a partire dall’unità dei due corpi generalisti”

LECCE – La battaglia del sindacato delle polizia Silp Cgil è combattuta per la legalità, intesa come elemento essenziale per raggiungere la piena democrazia, e sinonimo di sviluppo e crescita civile utile a contrastare gli effetti della crisi economica. Lo ha spiegato a chiare lettere il segretario provinciale Antonio Ianne, in apertura del convegno che si è tenuto presso la sede della Questura di Lecce, incentrato sui temi dell’unità delle forze di polizia, della sicurezza e della libertà sindacale.

Al dibattito hanno partecipato il numero uno di Cgil Lecce, Salvatore Arnesano, il regionale Silp e il nazionale Pietro Colapietro. Il punto di partenza del dibattito è stato nelle condizioni di affanno in cui versa il corpo di Polizia, ridotto numericamente in virtù dei continui tagli al comparto, ed ormai incapace di offrire una protezione efficace ai cittadini. Se molte lacune sono sopperite, infatti, dal profondo spirito di abnegazione variamente dimostrato, le condizioni attuali mettono seriamente a repentaglio la sicurezza degli stessi operatori: nella sola città di Lecce, stando alle stime sindacali, le volanti sono state più che dimezzate mentre i Commissariati di Gallipoli e Nardò non riescono far fronte alle esigenze minime espresse dal territorio, perché sguarniti del personale.

E tutto ciò a fronte di alcune “emergenze” locali, peraltro periodiche, che mettono a dura prova il comparto della sicurezza: vedi il fenomeno del caporalato nelle campagne di Nardò, durante la stagione delle angurie, le ondate di clandestini che sbarcano sulle coste di Otranto o le violenze che si consumano dentro e fuori gli stadi. Senza trascurare le difficoltà logistiche in cui operano i lavoratori della Questura e del Commissariato di Gallipoli, o la ben nota e tragicomica vicenda della nuova sede per la Questura di Lecce che, al netto dei proclami e degli annunci, è rimasto un progetto fantasma. Mai concretizzato per assenza di fondi.

I rischi per la sicurezza e la legalità nel Salento non sarebbero da sottovalutare: “I reati predatori sono in aumento – avvertono i sindacalisti -, la crisi economica porta quel poco di lavoro che c’è a diventare sempre più nero mentre diviene sempre più difficile conciliare il diritto alla salute con quello del lavoro, senza penalizzare uno dei due e la stessa dignità umana”.

A monte delle molte criticità che attanagliano il Sud del Paese, così come l’intero territorio nazionale, vi sarebbero anni di politiche inefficaci. A cominciare dalle norme sull’immigrazione e sulle sostanze stupefacenti, “non solo sbagliate ma anche dannose perché hanno scaricato sui cittadini i costi della propaganda”. Ed ora il carico di preoccupazioni è aumentato in virtù del progetto per la razionalizzazione delle spese elaborato dal Dipartimento della Pubblica sicurezza: “Non conosciamo i dettagli, ma non si può procedere con tagli, accorpamenti e soppressioni degli uffici fatti senza criterio – puntualizza Ianne. – Siamo consapevoli della necessità di contenere le spese, ma questi provvedimenti non possono prescindere dalla conoscenza del territorio”.

“In un momento storico in cui il comparto ha bisogno di investimenti, il Dipartimento ci presenta la resa dei conti proponendo tagli lineari che colpiranno anche la Polizia postale delle telecomunicazioni, che pure gioca un ruolo fondamentale nell’epoca dei crimini informatici – aggiunge il segretario nazionale Colapietro -. La categoria chiede con forze che si proceda nella direzione, invece, del potenziamento del comparto e del ripristino degli automatismi contrattuali”.

La situazione, giocoforza, è destinata a ricadere sulle spalle dei cittadini: “Verranno colpite soprattutto le fasce sociali più deboli come gli anziani che persino per andare a ritirare la pensione rischiano grosso – denuncia il segretario -, mentre chi può si arrangia scegliendo di affidarsi agli istituti di vigilanza privata”.

Un buon punto di partenza per il riordino del sistema consisterebbe nell’unificazione delle forze di Polizia, mediante il superamento di una legge “anacronistica e controproducente”: la 121/81che ha operato una distinzione generalista tra due corpi. “Questa riforma strutturale non è più procrastinabile e ci consentirebbe di realizzare risparmi immediati, intorno ai 4 o 5 miliardi di euro annui – ha concluso il segretario Colapietro- , da reinvestire nel comparto della sicurezza”.

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