Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Raffica di ispezioni nelle imprese: trovati 59 fra lavoratori in nero o irregolari

I controlli a Lecce, Ugento, Nardò e Copertino. Maxi sanzioni anche per diverse inosservanze, a partire da quelle sulla sicurezza nei cantieri

LECCE – Su 132 lavoratori controllati, undici sono risultati assunti in nero e altri 48 irregolari. Ammontano a circa 50mila euro le sanzioni amministrative, alle quali aggiungere 32 ammende per altri 160mila euro circa. Sono alcuni dei numeri dei controlli svolti nell’ ultima settimana dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce, insieme con personale del Nucleo operativo del gruppo tutela lavoro di Napoli, funzionari dell’Ispettorato nazionale del lavoro e militari del Comando provinciale di Lecce.

I servizi sono stati disposti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e hanno portato all’identificazione di 32 aziende di cui 22 edili e dieci agricole. Diverse le irregolarità riscontrate, in più località del Salento. A Nardò sono state controllate dodici imprese edili, rilevando sette lavoratori in nero. Per due è scattato il provvedimento della sospensione dell’attività imprenditoriale.

A Ugento, per la precisione in località Torre Mozza, sono state ispezionate due imprese edili e riscontrate numerose violazioni in materia di sicurezza, a partire dalla mancanza di parapetti, con il rischio di caduta nel vuoto dei lavoratori che si trovavano in quota. A Lecce controllate otto imprese edili, una delle quali aveva occupato quattro lavoratori in nero. Anche qui si è proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale.

Le ammende hanno riguardato le inosservanze sulla mancata sorveglianza sanitaria, la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale, la mancata formazione e informazione sui rischi presenti sul luogo di lavoro. Inoltre, sono state contestate violazioni a tre coordinatori per la sicurezza per omessa vigilanza sul cantiere. Infine, tra Nardò e Copertino sono state controllate dieci aziende agricole, anche qui sono state riscontrate numerose violazioni in materia prevenzionistica “per non aver sottoposto alla prescritta sorveglianza sanitaria i lavoratori dipendenti”.

E non è tutto. Nei giorni scorsi il Nil di lecce ha anche sorpreso un imprenditore che per oltre due anni avrebbe preteso dai propri dipendenti la restituzione di parte della retribuzione che versava con bonifico sul conto corrente. Due di loro hanno avuto il coraggio di sporgere denuncia, facendo partire le indagini che hanno portato come prima misura a una denuncia a piede libero nei confronti dell’uomo per il reato di estorsione.

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