Cronaca

Il corteo dei dipendenti di Sanitaservice. “Un inno alla dignità del lavoro”

I lavoratori rompono il presidio in via Miglietta per portare le loro rivendicazioni sull'aumento del monte ore direttamente in prefettura. Usb richiede un tavolo con direttore Mellone. Il servizio 118 verso l'internalizzazione

LECCE – Il corteo odierno, per le strade di Lecce, dei dipendenti di Sanitaservice è un inno all’articolo 36 della Costituzione italiana che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Non a caso, tra i vecchi striscioni ingialliti dai mesi di strenua protesta, oggi ne è comparso uno nuovo che racchiude il senso, secondo il sindacato Usb, dell’intero processo di internalizzazione nella Asl di Lecce, iniziato nel lontano maggio 2010. “Non abbiamo dato battaglia per cambiare datore di lavoro. – spiega il sindacalista Gianni Palazzo –. Ma per migliorare le condizioni di lavoro, i salari, eliminando le condizioni di precarietà”.

Ora, però, la lotta verso il traguardo del full time è a metà strada. Ad un passo dal raggiungimento dell’obiettivo, condiviso, a quanto pare, anche dai dirigenti sanitari. L’operazione di arrotondamento del monte ore settimanale, del resto, non sembra cosa impossibile. Conti alla mano, mancano circa 6mila ore totali. La metà si potrebbe immediatamente recuperare, sempre secondo Usb, ricavandola sia dalla copertura del personale entrato recentemente in pensione, sia attraverso l’affidamento “formale” di servizi aggiuntivi.

Da mesi, ormai, i lavoratori che non hanno mai ceduto alle pressioni di smantellare il presidio in via Miglietta, denunciano di essere impiegati in mansioni non previste dal loro ruolo. Servizi extra, dunque, cui dovrebbe corrispondere un doveroso aumento in busta paga.

E sul piatto della bilancia pesa ancora l’intera gestione della società in house che “ha da sempre zoppicato”, avverte il sindacato che si augura un rapido avvicendamento alla guida di Sanitaservice, considerate le dimissioni dell’ex amministratore unico, Luigi De Santis.

Le annose rivendicazioni dei lavoratori oggi hanno fatto il giro della città: dalla palazzina della direzione generale, i dipendenti hanno proseguito verso piazza Sant’Oronzo per approdare di fronte alla prefettura di Lecce. Qui i referenti Usb hanno avuto un incontro con il capo di gabinetto Guido Aprea che si è impegnato ad inviare una nota al direttore generale Valdo Mellone per la convocazione di un tavolo alla presenza di tutte le sigle sindacali. Solo dopo quest’incontro Usb ha annunciato che provvederà a rimuovere un presidio che sta diventando “scomodo”. La stessa adesione allo sciopero di oggi, superiore al 60 percento, ha creato qualche problema nella gestione dei servizi all’interno dei presidi ospedalieri, ammette Palazzo.

Ma i “mal di pancia” diventano la prova, per i sindacalisti, che si è imboccata “la direzione giusta”. “La protesta ha portato già a diversi risultati, come lo sblocco della situazione degli addetti al servizio emergenza –urgenza del 118 delle ditte Ikebana e Meleleo”.

La loro prevista “internalizzazione” è stata interrotta il 23 gennaio, a pochi giorni dalla sottoscrizione dei nuovi contratti, su richiesta dell’assessorato regionale alla Salute. Il motivo? Una verifica ulteriore di compatibilità giuridica ed economica.

Ora la Asl di Lecce sembra intenzionata a riprendere il percorso sospeso, pubblicando la delibera 275 del 13 febbraio, già trasmessa agli uffici di Bari per conferma. I direttori sanitari, Narracci, Mellone e Vigna hanno calcolato un risparmio di 129 mila euro annuali nel passaggio dalle vecchie ditte che gestivano integralmente 3 postazioni salentine e tre in integrazione, fino alla gestione diretta della società in house. Tutto sembra pronto, dunque, all’ingresso di nuovi dipendenti in Sanitaservice.

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