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Cronaca

Cronotachigrafo alterato, camionista "pizzicato" sulla statale 613

L'uomo, campano, fermato dalla polizia stradale di Lecce. Multa salata, ritiro della patente e denuncia in concorso con il titolare dell'azienda per la manomissione dello strumento, in barba alla sicurezza

LECCE – Un campano di 43 anni, conducente di un camion, è stato sanzionato per aver violato il codice della strada con una multa da 2.563 euro e contemporaneamente denunciato in concorso con il titolare dell’azienda di trasporti per la quale lavora, per aver rimosso impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro.

Il controllo, riguardante la manomissione del cronotachigrafo (strumento che serve a registrare diversi dati, tra cui l’attività del conducente, guida, lavoro, disponibilità e riposo, le distanze percorse e le velocità tenute), è avvenuto la settimana scorsa sulla strada statale 613, in direzione di Brindisi, ed è stato effettuato dalla polizia stradale di Lecce.

Gli agenti hanno deciso di fermare l’autoarticolato per una verifica, dopo averlo visto sfrecciare a velocità ritenuta un po' troppo sostenuta per quella categoria di veicolo. E, dalla lettura, le stampe hanno rilevato che il mezzo, durante la marcia e sotto il controllo diretto della stessa pattuglia della stradale, prima ancora che fosse fermato, risultava fermo e il conducente in riposo.

La circostanza è stata confermata successivamente presso un’officina autorizzata, raggiunta per gli accertamenti, dov’è stata individuata, meticolosamente nascosta all’interno dell’abitacolo del veicolo, una scheda elettronica la quale, tramite un telecomando, era in grado di alterare il funzionamento del tachigrafo digitale secondo la volontà del conducente.

Il controllo della Polstrada sulla 613

Dall’accertamento tecnico, è emersa un‘incongruenza chilometrica tra i dati effettivi registrati in Ecu motore (centralina elettronica motore) e quelli indicati dal cronotachigrafo digitale installato su veicolo. Infatti, da un’attenta disamina dei dati estrapolati dalla centralina, sono emersi 266.671 chilometri non registrati all’interno della memoria del tachigrafo omologato installato sul veicolo, ma registrati e occultati all’interno della memoria del solo dispositivo illegale.

Secondo la polizia stradale, dunque, è apparso evidente che, data la cospicua distanza percorsa, l’utilizzo del dispositivo illegale non avrebbe riguardato solo il viaggio corrente, ma protratto nel tempo e che probabilmente l’uso avrebbe riguardato anche altri conducenti, in modo da guidare più a lungo ed essere così più produttivi (e veloci) sottovalutando la pericolosità di queste azioni che vanno ad incidere sulla sicurezza. Il dispositivo rinvenuto e la carta del conducente dell’apparecchio di controllo “cronotachigrafo digitale” sono stati sequestrati. Al conducente sono stati detratti 10 punti sulla patente professionale, a sua volta ritirata per il successivo invio al prefetto, il quale disporrà un provvedimento di sospensione per un periodo che va da 15 giorni a tre mesi.

Si è proceduto ad inoltrare le segnalazioni allo Spesal, all’Albo degli autotrasportatori presso l’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile nonché all’Ufficio provinciale del Lavoro dove ha sede l’impresa di trasporto.

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