Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Via Giuseppe Libertini

I custodi delle cappelle cimiteriali licenziati: "Con quale criterio?"

"Il vescovo ci ha licenziati". I custodi che da anni, con contratto a tempo indeterminato,lavorano nelle confraternite che gestiscono l'assegnazione dei loculi, rischiano il licenziamento. E manifestano di fronte al Duomo

I custodi delle cappelle cimiteriali protestano per il loro licenziamento all'ingresso del Duomo di Lecce

LECCE – “Il vescovo ci ha licenziati. Con quale criterio?”. Se lo chiedono 13 custodi da anni con contratto a tempo indeterminato nelle confraternite che gestiscono l’assegnazione dei loculi nel cimitero di Lecce. Ventidue erano in tutto gli addetti, per altrettante confraternite, ma di questi solo 9 saranno i custodi che garantiranno in futuro il servizio di apertura, chiusura e pulizia delle varie confraternite. Gli altri 13 colleghi resteranno a casa. Licenziati.

La manifestazione di protesta inscenata intorno alle 19.30 all’ingresso del Duomo dai lavoratori ormai senza lavoro (busta paga circa 700 euro mensili), ha voluto proprio chiedere questo, al vescovo di Lecce, ma più in generale alla chiesa locale: “Per quale motivo ora subentrerà una ditta di Lecce che si occuperà di tutto e perchè da domani saremo senza lavoro?”.

I custodi in odor di licenziamento non hanno ancora ricevuto la lettera che imporrà loro di restarsene a casa, ma tutti sono conviti che ormai i giochi sono fatti. Eppure tra questi c’è chi è in servizio presso la confraternita di appartenenza da 20 anni, chi da18, chi da 14, chi da sei. “Tutti – dicono- siamo stati assunti, a suo tempo, con contratto regolare”.  

“Ma ormai non ha più importanza da quanto tempo lavoriamo nel cimitero – aggiungono - ma vorremmo sapere chi ha fatto la selezione?  Perché tra i più fortunati, tra quei nove, ci sono colleghi che lavorano da due mesi, da un anno. Eppure il vescovo pare abbia detto di non volere per strada padri di famiglia e che terrà conto di tutto e che saranno licenziati solo chi è prossimo alla pensione, o persone con carichi pendenti”.

“Nel cimitero di Lecce – dicono – ci sono cappelle con trecento loculi, è la media. La confraternita di San Luigi, per esempio – afferma uno dei custodi che protestano - ha tre cappelle, e quindi siamo tre custodi, due dei quali sono stati licenziati, mentre uno farà parte dei nove assunti”.

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