Una vampata e tutto in fumo: distrutti gli ombrelloni del "Bar Papillon"

I gestori non sanno darsi una spiegazione, ma si sentono già sotto pressione, come gli altri commercianti, per i lavori in piazza Ariosto. Le fiamme spente dai farmacisti vicini con l'estintore

LECCE – “Avevamo chiuso il bar a mezzanotte. Circa mezzora dopo ci hanno chiamato dalla farmacia. Sono stati loro stessi a spegnere le fiamme con l’estintore. Ma purtroppo, ormai, il grosso era andato distrutto”. Il titolare del "Bar Papillon" di via Ariosto, monopolitano di origine, ma da un trentennio circa a Lecce, appare quasi rassegnato. “Di questo passo chiuderemo. Già i lavori interminabili in zona ci stanno affossando, con il Comune che nemmeno ci viene incontro. Ci esentassero almeno dal pagamento del suolo pubblico fino al termine del cantiere”.

Dei disagi che ricadono da mesi sulle spalle dei commercianti di via Ariosto, dell’omonima piazza e delle vie adiacenti, se n’è parlato proprio nei giorni scorsi. Si tratta di opere per l’estensione della rete idrica. E i mugugni non sono mancati anche per la gestione della viabilità.

Solo che, nel caso in questione, il "Bar Papillon", ha subito anche un danneggiamento piuttosto serio alle strutture esterne. Qualcuno, la notte scorsa, ha appiccato le fiamme ai due grandi ombrelloni collocati all’esterno, proprio davanti all’ingresso. Sotto c’erano anche tavoli e sedie accatastati. Tutto danneggiato, irrimediabilmente.

Nella mattinata i gestori hanno collocato nuovi tavoli e altre sedie, ma per ora devono rinunciare alla copertura. Per terra, sul marciapiede, accanto ai vasi dei fuori, ci sono ancora le due grosse pedane con i segni evidenti dell’incendio. Il danno complessivo, per un atto d’indubbia natura dolosa, è da quantificare, ma supera di certo i 6mila euro. Al momento è però solo un conteggio parziale.

“Non sappiamo darci una spiegazione per quanto avvenuto”, dice il titolare, che in passato gestiva il "Bar Ariosto", a poche centinaia di metri di distanza. E anche in quel periodo fu preso di mira. A gennaio del 2013, come ricorda lui stesso, ignoti collocarono una bomba carta, danneggiando la vetrata.  “Certo, qui sta diventando difficile lavorare. “Ma lo sapete quanto caffè facevamo prima? Quattro chili. Oggi, solo uno”. Una frase che si percepisce a stento. Il sottofondo di martelli pneumatici continuamente al lavoro disturba la conversazione.

Tant’è. La notte scorsa è stato il fuoco a provocare un problema serio. Dalla vicina farmacia “Chiga”, che opera 24 ore su 24, chi era di turno si è fiondato all’esterno, ma non c’era molto da fare, se non scaricare l’estintore sul rogo. Nylon e plastica, tutto è andato a fuoco nel giro di pochi istanti. “Hanno visto una fiammata, il gazebo è stato completamente avvolto”, racconta il proprietario del “Papillon”. Sul posto si sono diretti gli agenti delle volanti di polizia per un sopralluogo.

Atto vandalico o mirato? Al momento non è dato saperlo. Di certo, chi ha agito non ha perso tempo. Nemmeno 25 minuti dopo la chiusura, ecco le lingue di fuoco. E' bastato versare un po' di liquido infiammabile per ottenere l'effetto voluto. E intanto, bisogna prendere atto che è il secondo episodio grave in pochi giorni ai danni di un’attività commerciale. Nella notte fra il 2 e il 3 febbraio, soggetti in moto hanno crivellato di colpi d’arma da fuoco la saracinesca del bar “San Lazzaro”, nell’omonimo rione nel centro di Lecce. 

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