Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Incendi, il Salento fra i più colpiti. E dietro c'è sempre la mano dell'uomo

Il corpo forestale ha diramato i primi dati della campagna Antincendio boschivo in Puglia. Preoccupa soprattutto il Salento. Nella maggior parte dei casi, si tratta di fiamme appiccate da agricoltori per ripulire le campagne che sfuggono di mano. Troppo pochi coloro che rispettano le precise normative

LECCE – E’ un periodo di fuoco, nel vero senso della parola, per tutti coloro i quali sono impegnati a correre dietro agli incendi. E la guardia forestale, in Puglia, nel vivo della campagna Antincendio boschivo, in collaborazione con protezione civile, Arif e associazioni di volontari, inizia già a tirare le somme. Che sembrano indicare un trend preciso: le zone più colpite, per il momento, sono quelle di Lecce e Taranto. Ben 73 ettari di aree boschive sono andate finora in fiamme, nel leccese, secondo quanto rilevato (ai quali aggiungere altri 200 circa zone ricoperte da sterpaglie).

Un dato, quello sui boschi, che sembra comunque nulla, rispetto a Taranto, dove sono addirittura 500 gli ettari finiti in fumo. Ma in quest’ultimo caso, la cifra risente di un vasto rogo nella zona di San Basilio, che risale proprio ai giorni scorsi, con fiamme che hanno divorato ben 400 ettari.

I dati in possesso alla forestale si riferiscono al 30 giugno. In tutta la Puglia, al momento, gli interventi nei boschi sono stati 120, per una superficie totale stimata di circa 650 ettari. Un patrimonio finito carbonizzato e che si somma ai dati delle altre estati, frutto, nella maggioranza dei casi, d’incuria e sottovalutazione dei rischi da parte dell’uomo. Tanto che a oggi sono stati necessari nove interventi aerei, di cui tre soltanto nella settimana dal 24 al 30 giugno. E con un problema di fondo: i tagli alla spesa pubblica non risparmiano niente e nessuno e se fino allo scorso anno si poteva contare su quattro fireboss, nel 2013 la Puglia, nonostante la sua ampiezza, deve accontentarsene di due soltanto. Dunque, i mezzi aerei vengono impiegati solo quando strettamente necessario.

Nel Salento, finora, è stata soprattutto l’area nel demanio di Lecce a essere colpita, nella zona delle marine: San Cataldo, Torre Chianca, Parco di Rauccio e, più a sud, anche ai margini della riserva naturale delle Cesine. Altra area che ha destato preoccupazione, quella del gallipolino, con alcuni vasti roghi.

Quanto alle cause per cui si sviluppano gli incendi, è quasi inutile dire che il fattore umano è preminente. Addirittura, secondo gli agenti della forestale, sarebbe la causa nel 98 per cento degli episodi. Il fattore climatico sicuramente influisce (ad esempio, mediamente quest’anno due gradi in più rispetto allo stesso periodo del 2012), ma la mano dell’uomo è comunque la causa scatenante. I piromani sono però pochi, si stimano intorno al 4-5 per cento. Così come sono sempre meno coloro i quali bruciano le stoppie in funzione di una futura edificazione abusiva, per via dei controlli sempre più serrati.

Si tratta, piuttosto, quasi sempre di contadini che non rispettano precise norme. Per ripulire le campagne, gli orari da rispettare volgono in due fasce, dalle 4 alle 8 del mattino e dalle 19 alle 20 di sera, quando il terreno è più umido e quindi difficile che le fiamme si estendano. Queste, inoltre, devono essere controllate con mezzi adeguati, come recinzioni tagliafuoco. Ma, nella pratica, non avviene quasi mai. E così, piccoli roghi finiscono per diventare bolge infernali. Correndo anche il rischio di una denuncia penale, se colti in flagranza.     

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