Feste, ubriachi e scuse assurde: il coronavirus e gli irresponsabili

"Sto andando a comprare gli assorbenti per mia moglie", ha detto ai carabinieri un uomo, peraltro brillo, fermato alle 2 di notte. Peggio di lui, i trenta che sono andati al ristorante a Sternatia per un compleanno. Tutti nei guai

Foto di repertorio.

LECCE – Al vertice dell’irresponsabilità vi sono sicuramente i commensali che, in barba al decreto del presidente del Consiglio (il primo, a cui si riferisce il caso in questione, poneva già forti limitazioni; da oggi, le misure sono ancor più stringenti) si sono ritrovati ieri in un ristorante, a Sternatia, per festeggiare un compleanno. Tutti insieme, appassionatamente, accalcati in trenta. Una follia. Ma non scherzano nemmeno quelli che se ne vanno a spasso di notte, come se nulla fosse, in mezzo al deserto totale.

Prima che l’Italia mettesse i sigilli a bar e pub, la chiusura era comunque fissata alle 18. Ma più di qualcuno, in quello che si può definire un vero e proprio coprifuoco, senza un più che giustificato motivo, s’è messo in strada persino ieri, dopo che il premier Giuseppe Conte si è espresso davanti alla nazione. E uno di questi, non solo è stato beccato ubriaco dai carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce alle 2 di notte, ma, come scusa, non ha trovato di meglio che tirare fuori la più improbabile di tutte dal sacchetto magico delle idee bizzarre: “Sono uscito per comprare gli assorbenti a mia moglie”, ha biascicato.

I controlli in atto e la festa al ristorante

Ci sarebbe di ridere, se non fosse così grave il momento. Ma è chiaro che non tutti hanno realmente ben focalizzato la situazione: siamo tutti potenziali veicoli del Covid-19, con la pandemia dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità proprio ieri, non ci si può permettere il lusso di scherzare. Così, i controlli delle forze dell’ordine vanno avanti a spron battuto. Da quando i decreti si sono fatti più duri, sono stati mille e 500 i veicoli fermati in provincia di Lecce e altrettante le persone controllate. A queste si aggiungono 434 esercizi commerciali, con una sala scommesse di Poggiardo sanzionata e chiusa. Dati, questi, che sono stati snocciolati in mattinata, nel corso di una conferenza stampa (giocoforza) via telefono con il prefetto Maria Teresa Cucinotta.

L’avevamo scritto e lo ribadiamo, dati alla mano. La consapevolezza della gravità del momento è un’onda che non ha ancora raggiunto tutte le rive. Evidentemente. La vicenda di Sternatia insegna. Nel ristorante, ieri, la festa è stata interrotta all’improvviso verso le 14,30 quando sono piombati i carabinieri della stazione di Soleto e della Sezione radiomobile della compagnia di Maglie. Il proprietario è stato immediatamente diffidato e ha interrotto l’evento. Tutti i partecipanti sono stati identificati e denunciati all’autorità giudiziaria per la  violazione delle prescrizioni imposte dal decreto del 9 marzo scorso riguardante le misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica.

Il sindaco: "Nessuno di Sternatia fra i commensali"

Postilla: il sindaco di Sternatia, Massimo Manera, intanto, ha voluto rassicurare i suoi concittadini. "In merito alle notizie di stampa relative all’intervento dei carabinieri di Soleto e ai colleghi della sezione radiomobile della compagnia di Maglie, che ringrazio ufficialmente, in un noto ristorante - ha detto -,  preciso che lo stesso si trova al di fuori del centro abitato di Sternatia, oltre la statale 16,  e che nessun commensale è residente nel nostro comune. Come sapete la festa è stata prontamente sospesa e tutti i partecipanti sono stati denunciati per inosservanza degli obblighi imposti dall’autorità in base al decreto sulla gestione dell’emergenza epidemiologica da coronavirus".

Quelli della notte, l'alcool, la droga

E poi, appunto, ci sono quelli della notte. Otto i denunciati, persone che erano in giro senza motivi validi (e ce ne sono davvero pochi, si contano ormai sulla punta delle dita). Si tratta di dati, in questo caso, che riguardano solo i controlli predisposti dalla compagnia dei carabinieri di Lecce e affidati alla Sezione radiomobile. In realtà, nel totale dei controlli di tutte le forze dell'ordine, sono molti di più: il dato ufficiale della Prefettura, infatti, ne riporta ben 66. Ma è sen'altro "alterato" dalla singola festa di compleanno, con trenta deferiti.

Tant’è, fra i vari casi della notte, c’era anche quello dell’uomo avvinazzato che non ha saputo fare di meglio che raccontare la storiella degli assorbenti per la moglie. Dove sia andato a ubriacarsi, non è chiaro. In qualche abitazione privata, probabilmente. Sta di fatto che alla denuncia s’è aggiunto il ritiro della patente. 

Dulcis in fundo, ci sono gli stoici degli stupefacenti. A Galatone, i carabinieri dell’aliquota operativa del Nucleo operativo radiomobile di Gallipoli, hanno denunciato a piede libero un ragazzo. Durante una perquisizione in casa, sono stati trovati 267 grammi di marijuana suddivisa in involucri da 50 grammi circa ciascuno. In più aveva un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento e 640 euro, somma ritenuta provento di spaccio. Tutto sequestrato.

La sala scommesse di Poggiardo

Come accennato, c'è stato in questi giorni anche il caso di una sala scommesse di Poggiardo. Se n'è occupata la squadra amministrativa del Commissariato di polizia di Otranto. Nel locale, una saletta unica, erano stati posizionati, vari videoterminali adibiti all’attività di scommesse sportive, un banco giornali, un banco ricevitoria, un’area di dimensioni molto ridotte, con tre newslot accesi e funzonanti, senza soluzione di continuità fra le varie attività.

Fra l'altro, hanno sottolineato gli agenti del Commissariato, non appare superflua la presenza di attività pubblicitaria all’esterno del locale, cioè la dicitura “scommesse sportive”, vietata ai sensi della legge regionale sulla diffusione del gioco d’azzardo patologico. Da tutto cioò, illecito amministrativo e denuncia contestati.

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Gli spostamenti: come intendere la norma

Durante il tavolo il Prefetturta, alla presenza dei veritici delle forze dell'ordine, è stato ribadito che "l'invito alle persone fisiche a evitare ogni spostamento va inteso rigorosamente e applicato anche all'interno dei comuni fatta salva la possibilità di autocertificare le esigenze lavorative, di necessità o di salute o il ritorno al domicilio come indicato nella scheda di autocertificazione". La questione, fin da subito, aveva sollevato diversi dubbi. 

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