Minacce e danni alla loro auto, si scaglia senza motivo contro due sorelle

Denunciato un 23enne gambiano. Ha pure lanciato la bici sul cofano. Per ricettazione di una Vespa, invece, nei guai un leccese

Polizia nel centro storico (repertorio),

LECCE – “Italiani di m… bastarde”. Avrebbe proferito, fra l’altro, queste parole, B.Y., 23enne gambiano. Il motivo di tanto astio, non è chiaro, tanto più che le vittime, due sorelle, quel giovane non l’avevano mai visto prima. Però si sono trovate calate all’improvviso in una vicenda da incubo, con lo straniero che, a un certo punto, stando a quanto denunciato, avrebbe pure scagliato la bicicletta in sella alla quale viaggiava sul cofano dell’auto.

Il fatto è avvenuto nel pomeriggio del 7 luglio scorso. Quel giorno, gli agenti della sezione volanti di polizia sono intervenuti fra via dei Perroni e via Brancaccio, quindi proprio all’ingresso di Porta San Biagio, nel centro storico, per un’aggressione immotivata. Quando la volante è arrivata sul posto, una delle due vittime ha raccontato che qualche minuto prima, mentre era alla guida della sua auto, la sorella accanto, un giovane di colore, sconosciuto, a bordo di una bicicletta, aveva iniziato ad apostrofarle, mimando il gesto di ammazzarle, per poi fermarsi e scagliare la bici con violenza sul cofano e proseguire a colpirlo con calci e pugni. L’auto, danneggiata in più parti.

Nonostante fossero terrorizzate, le due sorelle sono comunque riuscite a fotografare l’uomo. E gli agenti, visionata l’immagine, si sono messi alla ricerca del soggetto. È stato rintracciato poco dopo in viale Marche. Identificato, si è scoperto come fosse già noto alle forze dell’ordine e destinatario di un decreto di espulsione. Ed è stato denunciato per danneggiamento e minacce.  

Vespa rubata: leccese nei guai per ricettazione

Nel primo pomeriggio del giorno precedente, invece, 6 luglio, nei guai è finito un leccese. Anche in questo caso, l’intervento è stato degli agenti delle volanti che, durante un normale controllo, percorrendo via Leuca, si sono soffermati su una Vespa Piaggio appoggiata al muro lungo il marciapiede. Ciò che li ha attirati, il fatto che la targa fosse stata segnalata come apposta su un veicolo rubato circa un mese prima.

Durante il controllo, a un cero punto si è avvicinato D.M.C., 48enne leccese, il quale avrebbe dichiarato di essere il proprietario del ciclomotore, esibendo la carta di circolazione della targa a lui intestata a cui era allegata una fotocopia del certificato di idoneità tecnica relativo a una Vespa Piaggio.

Dagli accertamenti effettuati dagli agenti, sul veicolo e sui documenti presentati, è emerso il disallineamento tra telaio e targa. In effetti, dal controllo del telaio, la Vespa in questione è risultata oggetto di furto avvenuto a Lecce nella prima settimana di giugno. Il proprietario, rintracciato, n’è così ritornato in possesso. Il 48enne, invece, risponde di ricettazione.

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