Gerard Depardieu vs movida. Schermaglie con il pub a colpi di esposti in questura

L'attore accusa il titolare di Nando's Biereteque per il brusio. Sotto Natale ha fatto una denuncia e la polizia ha svolto una verifica. Ma il gestore menziona l'ordinanza comunale che gli consentiva di restare aperto fino all'alba. E contrattacca: "Dal suo appartamento lanciata acqua sui clienti"

Gerard Depardieu @TM News/Infophoto

LECCE – I rapporti di buon vicinato sono andati a farsi benedire proprio sotto Natale, quando di solito si dovrebbe essere tutti più buoni. Ed è finita a colpi di denunce in questura. Da un lato c’è un mostro sacro del cinema, il francese e ormai leccese adottivo Gerard Depardieu; dall’altro Nando Carrozzo, titolare di “Nando’s Biereteque”.

L’appartamento dell’attore sorge proprio sopra al pub, in via Benedetto Cairoli, nel centro storico di Lecce. Uno dei crocevia della movida. E se il primo lamenta di essere stato molestato dal brusio continuo, nel cuore della notte e fino alle soglie dell’alba, il secondo accusa: “Dal suo appartamento sono state lanciate secchiate d’acqua sui clienti”. 

Si tratta di un attico nel borgo antico che Depardieu condivide con l’attuale compagna, la giovane scrittrice Clementine Igou. “La mia è una denuncia contro ignoti – puntualizza Carrozzo –, per accertare chi, da quell’appartamento, abbia deciso di bagnare le persone che si trovavano sotto”. “Ma di certo – precisa - l’acqua è arrivata da lì”.

Questioni da risolversi eventualmente davanti al giudice di pace, e che però assumono inevitabilmente una particolare connotazione per due motivi: il primo, la notorietà globale dell'attore; il secondo, i problemi collegati alla vita notturna in città, croce e delizia della capitale del barocco. 

Non di rado si alzano voci contrarie, e puntualmente si formano fazioni. Lecce dopo il crepuscolo ha un volto molto diverso dal mattino. Non è solo una questione di svago. C’è tutta un’economia che ruota attorno ai pub, per molti giovani è l’unico modo per lavorare senza dover fare armi e bagagli ed emigrare. Insomma, la movida è una risorsa, che però più di qualcuno vorrebbe disciplinare meglio. 

Di certo, la denuncia presentata dall’interprete del Conte di Montecristo e, più di recente, di uno scorbutico cuoco di una nave mercantile nel capolavoro di Ang Lee, “Vita di Pi”, ha fatto scattare sul posto la divisione amministrativa della questura di Lecce. Gli ispettori hanno controllato il locale e le licenze. Tutto in regola. Per il gestore, però, non è mancata una diffida a non arrecare disturbo alla quiete pubblica. 

Ma lui, Nando Carrozzo, non ci sta. E spiega: “Un’ordinanza comunale ci consentiva di restare aperti fino all’alba in quei giorni di festa. D’altro canto, se non lavorassimo in quel periodo, in questo momento di crisi, come potremmo fare ad andare avanti? Non ci tengo a farmi pubblicità con questa vicenda – aggiunge Carrozzo -, ma voglio dire che non trasformeranno la città in un convento”.  

I fatti si sono verificati fra il 24 e il 25 dicembre. L’esposto di Depardieu in questura risale al 26, giorno di Santo Sefano. L’attore lamenta di non essere stato in grado di riposare, in quel periodo, a causa del rumore. Il giorno dopo sarebbe anche andato a rimproverare di persona il gestore, senza ottenere soddisfazione. L'attore ritiene che i locali debbano chiudere i battenti a mezzanotte. Carrozzo gli ha menzionato l’esistenza dell’ordinanza. 

Insomma, non ci sta il titolare del locale. E narra l’aneddoto per il quale a sua volta ha presentato un esposto. “Depardieu ogni tanto posteggia l’auto davanti al pub, nelle ore di chiusura, laddove la sera posizioniamo tavoli e sedie. Siamo sempre andati d’accordo da questo punto di vista. Tanto che il pomeriggio precedente ho citofonato e mi sono fatto dare le chiavi per spostarla”. L’umore dell’attore francese sarebbe però stato un po’ diverso il giorno successivo. Dopo la notte che sostiene di aver trascorso in bianco.

“Quando intorno alle 16,30 sono andato ad aprire – racconta Nando Carrozzo – vedendo la sua auto parcheggiata, ho citofonato come avviene di solito, ma per tutta risposta è sceso e mi ha fatto presente di essere stato disturbato per il vocio dei clienti”. E dopo il litigio, l’esposto e la “visita” della polizia.

Risale a qualche giorno dopo il secondo “fattaccio”. “La notte fra il 27 e il 28 – dice il gestore -, intorno alle 2,30, mentre mi accingevo a chiudere il locale, ho visto diversi clienti bagnati. E mi hanno fatto notare che l’acqua sarebbe venuta giù dall’appartamento di Depardieu e Igou”. Come finirà tutta questa vicenda, ancora non è chiaro. Di certo, aprirà per l’ennesima volta il dibattito a Lecce sulla vita notturna. 

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