Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Nuovi volantini in città contro Simona Manca: chiesto incontro col prefetto

Affissi questa mattina, dura replica dell'interessata sulla sua bacheca Facebok e intervento di Marti, Palese e Bruni

LECCE – Simona Manca da un lato, Simona Manca dall’altro. Immagini speculari, lei che parla con se stessa, o con quello che potrebbe definirsi un suo clone. La prima a non averla presa per niente bene è stata, ovviamente, la diretta interessata. Avvocato di professione e con la passione per la politica, consigliera con delega alla Cultura alla Provincia di Lecce, a Simona Manca è stato indirizzato questa mattina l’ennesimo attacco a mezzo volantino. Diversi sono comparsi in giro per il centro della città.

Non certo un caso. Una serie di manifesti, in passato (soggetti lei, il consigliere regionale Erio Congedo e il movimento politico Casapound), sono costati un rinvio a giudizio per diffamazione a carico di nove persone.

Il nuovo ciclostilato, una sorta di vignetta realizzata con qualche programma di grafica, si colloca in linea di continuità con quei fatti, visto che fa riferimento proprio al processo e soprattutto alla costituzione di parte civile della consigliera provinciale. Arrivando, peraltro, in un momento particolare e delicato. Secondo lei, è stato creato e diffuso da “qualcuno che vive fuori dal mondo”, come scrive sul proprio profilo Facebook, esibendo in bacheca anche una foto del volantino. Perché è stato affisso proprio “mentre tutti eravamo in lacrime per i terribili fatti di Bruxelles”.

“L’assessore Simona Manca si costituisce parte civile contro nove anarchici e antifascisti, accusandoli di averla definita “fascista”. Afferma che donerà il denaro in beneficenza”. Questa l’introduzione alla vignetta sottostante, in cui si vede lei che cede un assegno a una copia di se stessa. Nei fumetti, in sostanza, si legge: “Ecco il denaro estor… mmh… raccolto per il nuovo ospedale pediatrico che sponsorizzi”. Sotto, altri fumetti, in cui Simona Manca “uno” ricorda a Simona Manca “due”, con termini piuttosto diretti, tutti i soggetti a cui non dovranno andare i soldi (fra cui svantaggiati ed extracomunitari), ricevendo le dovute rassicurazioni.

IMG_1391-2-2Simona Manca (quella vera) non l’ha mandata a dire e ha risposto con sdegno: “Figli di papà che fanno politica con portafogli pieno”. Il caso, di certo, sta diventano un tormentone, tanto che Roberto Marti, Rocco Palese e Francesco Bruni hanno ritenuto di chiedere al prefetto di Lecce un incontro urgente.

“Se l'obiettivo del "fantomatico artista" voleva essere quello di suscitare l'ilarità generale, non è riuscito a colpire nel segno”, dice il deputato Marti. “Si tratta di un gesto vile e irrispettoso nei confronti di un rappresentante istituzionale della Provincia, che dimostra quanta poca voglia ci sia di confrontarsi in maniera propositiva da parte di chi non ha evidentemente gli strumenti per farlo”.

“Senza scendere nel particolare dei contenuti, indefinibili nella forma e nella sostanza - conclude -, tengo a sottolineare che nascondersi dietro a una vignetta è sinonimo di pochezza, culturale e personale”.

"Solidarietà a Simona Manca vittima di un vile attacco per essersi costituita parte civile contro un gruppo di anarchici", rincara la dose il senatore Bruni dei Conservatori e riformisti. "Una squallida vignetta affissa su manifesti, nei pressi della sua abitazione, ritrae l’assessora della Provincia di Lecce come una persona insensibile e insofferente verso una serie di categorie di persone deboli e svantaggiate, facendola apparire per quello che non è affatto". Ed è convinto, "dopo l’episodio di Mino Frasca ed ora dopo quest’altra forma di intimidazione" che di debba "indirizzare alle autorità competenti la richiesta di una maggiore protezione verso gli esponenti politici impegnati sul territorio".

Palese, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera, rivolge a sua volta “un appello a tutte le istituzioni competenti affinché nessun atto simile sia sottovalutato e venga, invece, garantita una volta per tutte, la serenità dei pubblici amministratori salentini sempre più spesso oggetto di insulti, minacce ed intimidazioni”. Del caso è stata informata la Digos di Lecce.

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