Cronaca

L'interminabile disservizio di Vodafone e una redazione del tutto "sfibrata"

Tutto ha inizio con un cambio unilaterale di contratto. Da lì, mesi di problemi. Senza telefoni e con Internet a singhiozzo

Nella foto: la cabina interrata di Vodafone e, in alto, sulla sinistra, la redazione di LeccePrima.

Fibra, fibra: così vicina quasi da toccarti, eppure un sogno proibito per tre, lunghi mesi. Una cabina interrata di Vodafone praticamente davanti, tanto da scorgerne bene uno spicchio dal balcone, eppure, per un’allucinante serie di disguidi a catena dal sapore kafkiano, Internet e telefoni sono scomparsi da un ufficio. Morti, letteralmente volatilizzati, svaniti come una nuvola di vapore. E non c’è stato verso di ripristinare un servizio accettabile, se non con un cambio di operatore. Passaggio, anche questo, lungo e macchinoso, che ha generato un’ulteriore attesa infinita e alimentato nuove frustrazioni che si sono sovrapposte su un fardello di ansia e stanchezza già acquisito.

Coordinarsi, che fatica

La notizia riguarda, questa volta, nientemeno che una redazione giornalistica. Sì, avete intuito subito: proprio quella di Lecceprima. Se avete provato a telefonare in redazione sentendo solo una snervante voce registrata, se per molto tempo avete tentato di cercare un giornalista o un commerciale citofonando, ma non avete trovato nessuno in sede, ebbene sì, tutto questo si deve alla diaspora del personale dalla sede di via Colonnello Costadura per trovare riparo nelle rispettive abitazioni e continuare così, in qualche modo, a lavorare. Con un coordinamento a distanza difficile, gruppi di Whatsapp intasati di messaggi spesso sovrapposti, disguidi, ritardi nelle pubblicazioni e molte altre problematiche, a spese anche personali, che si possono tranquillamente dedurre.

Citynews: "E io pago!"

Tutto questo, continuando l’azienda a pagare l’affitto per un ufficio vuoto, a parte qualche sporadico passaggio di qualcuno per vedere se fosse tutto in ordine e tentare, comunque, di lavorare in sede, nonostante una navigazione, nel momento in cui è stata - per così dire - “ripristinata” la rete, lenta e a sbalzi, al punto di essere ribattezzata “a manovella”

Ma è bene procedere in ordine cronologico. I prodromi di una discesa all’inferno – perché questo è, per una redazione giornalistica online che lavora in tempo reale, l’assenza di telefoni e Internet – si sono avuti il 16 novembre del 2017. Quel giorno, Vodafone ha trasmesso una comunicazione unilaterale di variazione dell’offerta della rete, dichiarando il passaggio dall'offerta Vodafone Adsl Relax–Rete Vodafone, all'offerta Soluzione Lavoro RE +XL. Unilaterale, proprio così. Nessuno ha chiesto nulla, nessuno aveva in cantiere di cambiare tariffe e piani. Tant’è.  Dal 28 novembre, quando “finalmente” la variazione su carta si è concretizzata, si è passati alla fibra. In realtà, a nulla. Dal pomeriggio di quel giorno, i telefoni sono deceduti e la rete è scomparsa.

"Ma il modem vi è arrivato?"

E’ iniziato da quel momento un bombing ai call center di Vodafone, sia da personale interno di Lecceprima, sia direttamente dalla sede centrale dell’editore, Citynews, a Roma. Ma per giorni il servizio clienti non ha saputo fornire spiegazioni chiare, in merito, salvo, in una singola circostanza, un’operatrice sbottare: “Ma avete la Vodafone station adeguata?”

Nessuno ci aveva pensato prima. Ci voleva un altro modem. Una consegna che, evidentemente, si sarebbe dovuta effettuare in automatico, nei giorni successivi all’invio del nuovo contratto e prima che ci si allacciasse alla fibra. Una consegna che forse non sarebbe mai avvenuta, se nel frattempo, il  1° dicembre del 2017, non fosse già partito un primo  reclamo formale tramite lo studio legale di riferimento del gruppo, per ottenere il ripristino della rete. Finalmente, il 6 dicembre è arrivato il modem adeguato per la fibra. 

Tutto risolto? Spumante per tutti? Macché. Nel giro di pochi istanti s’è scoperto che non c’era nulla da fare, la fibra continuava a restare un sogno irraggiungibile. Accesso limitato, cioè solo 4 giga di traffico tramite chiavetta, e nessuna possibilità di ricevere o eseguire telefonate. Un altro rilevamento di un tecnico è servito a ben poco.

E si va al Corecom

Citynews, a quel punto, ha deciso di rivolgersi al Corecom. Risposta di Vodafone: riattivazione impossibile perché, a suo dire Telecom Italia, che gestisce la rete, non sarebbe stata in grado di rilasciare il segnale: la sede di LeccePrima? Troppo lontana dalla centrale. Se anche fosse vero, viene da chiedersi, non sarebbe stata utile, se non addirittura necessaria, una verifica tecnica preventiva, prima di inoltrare un cambio unilaterale di contratto?

Inevitabilmente, la decisione di dire addio a Vodafone dopo anni senza mai un vero problema, fin dal novembre del 2013. Ma da quel momento in poi, il disservizio s’è trascinato oltre il 2017 e fino alle soglie del mese in corso. Proprio così. Il codice di migrazione a un altro operatore è stato trasmesso con una lentezza esasperante. L’ultimo passaggio, quello finale, annunciato con un messaggio al direttore della testata via Sms, è appena del 6 marzo: “Gentile cliente, le comunichiamo che la sua linea fissa è stata correttamente configurata”, eccetera, eccetera, eccetera.

To be continued...

Come si naviga ora? Sulle ali della fibra e senza intoppi. Ma la centrale, allora, era davvero così lontana? E intanto, il tentativo di conciliazione con Vodafone, davanti al Corecom, che risale all’8 marzo, non è andato a buon fine. La vicenda, dunque, non è destinata a concludersi qui.

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