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Dramma della solitudine / Mazzini / Via Francesco Petrelli

Nel vicinato non la vedevano da due mesi: si scopre che era morta in casa

Il cadavere di una 73enne è stato rinvenuto nel suo appartamento, al terzo piano di una palazzina di via Petrelli. Forse colta da un malore improvviso. Abitava da sola e non aveva figli, fratelli o sorelle

LECCE – Era “scomparsa” da due mesi. Da tanto non la vedevano nel vicinato. In realtà, non aveva mai lasciato il suo appartamento, al terzo piano di un condominio di via Francesco Petrelli. Quella donna, Maria Stella Corciulo, 73enne, semplicemente era morta. Ma nessuno se n’è accorto fino al primo pomeriggio di oggi. E se la locuzione “dramma della solitudine” è spesso abusata, mai come questa volta descrive la situazione in modo tristemente perfetto.

La donna, infatti, non solo abitava da sola, ma non aveva nemmeno figli, fratelli o sorelle e, quindi, tantomeno nipoti. Nessuno che le facesse visita, anche solo saltuariamente. Nessuno che – magari anche vivendo lontano, in un’altra città – le telefonasse di tanto in tanto per una chiacchierata, sapere come stesse, se avesse bisogno di qualcosa. E a poco val sapere che la zona in cui risiedeva è anche piuttosto centrale. Via Petrelli è una traversa che raccorda le vie Capitano Ritucci e 95° Reggimento Fanteria, una sorta di cerniera fra il rione San Lazzaro e il quartiere Mazzini di Lecce.

Qualcuno ha iniziato a nutrire sospetti quando ha sentito un odore ben poco gradevole iniziare a diffondersi sul pianerottolo. Così è stata chiamata la polizia locale, ma, per accedere in casa, visto che il portone era saldamente chiuso, è stato necessario l’intervento di vigili del fuoco e volanti di polizia. E, una volta dentro, si è materializzato ciò che si temeva: steso sul pavimento c’era il cadavere della donna, in avanzato stato di decomposizione. Inevitabile, viste le alte temperature di quest’estate.

Ma se quell’odore, che rappresenta una vera e propria spia di una possibile tragedia, non ha iniziato ad avvertirsi prima nel condominio, è probabile che sia dovuto al fatto che le finestre dell’appartamento fossero aperte e che quindi il continuo passaggio di aria l’abbia attenuato. Il decesso, si presume, per un malore fulminante, qualcosa che non ha lasciato alcuna possibilità alla donna di chiedere soccorso via telefono al 118 o anche solo di urlare, chiednedo aiuto. Così, quell’appartamento in centro, per due mesi ha tenuto nascosto nel proprio ventre quel terribile segreto.

Gli agenti di polizia hanno avvisato il pubblico ministero di turno. Quel che resta della povera donna è stato trasferito presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.       

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