Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Quando la sagra della polpetta ha il sapore di una "Eco Festa"

L'iniziativa ecologista sarà presente in 32 sagre salentine, dalla festa del lamponi, alla sagra del pesce fritto, quasi 50 giorni di delirio culinario sparso per i paesi del Tacco, che diventa occasione per fare festa rispettando l'ambiente

LECCE – Lo sapevate che bastano 37 lattine per fare una moka da tre tazze e che tutte le moka prodotte in Italia, circa 7 milioni di pezzi all’anno, sono in alluminio riciclato? Lo sapevate che dal riciclo di 800 lattine per bevande si ottiene una city-bike? E che con 13 barattoli di acciaio si ottiene una padella? Cosa c’entra tutto questo con l’epidemia estiva delle sagre paesane che ogni anno scoppia in provincia di Lecce? C’entra eccome. 

Se non altro quelli di Ecofesta Puglia – divenuti una certificazione, di recente vincitore del bando Social Innovation promosso dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, con il progetto “La tradizione si fa Eco, modello di sostenibilità per innovare la tradizione e rivoluzionare gli eventi pugliesi -, sono riusciti a prendere per mano, con una pazienza infinita, decine di organizzatori salentini (Pro loco e altri) di sagre per fare comprendere loro che Eco Festa, vale a dire tre scalmanati ecologisti Roberto Paladini (leccese), Loreta Ragone (barese) e Ilaria Calò (brindisina), tutti con meno di 30 anni, “trasforma un evento come la sagra, il concerto, il festival, la festa patronale, la manifestazione culturale, in una festa attenta all’ambiente, in una eco-festa, appunto, durante la quale informare e sensibilizzare i fruitori e tutti coloro che vi sono collegati alla riduzione dell’impatto sull’ambiente e alla differenziazione dei rifiuti”.foto 1 (4)-2-2

Non sappiamo quanto avrebbe avuto senso una festa sui generis in altri mondi paralleli, in Olanda, per esempio, in Belgio o in Danimarca, tanto per dire, ma nel Salento invece ha più di un senso, è una missione: serve a spiegare, a ricordare, illustrando sul campo ai frequentatori delle sagre, agli organizzatoeri, che una polpetta non va mai buttata via insieme con una lattina. Non solo questo, ovviamente.

Allora, cosa significa nel più in generale “Eco Festa”? I ragazzi, tanto per cominciare, si sono accordati, e non certo ieri, con il coordinamento delle Sagre del Capo di Leuca  e  Unpli (Unione nazionale Pro loco Italia) della Provincia di Lecce. Rispettivamente Lorenzo Ricchiuti e il presidente Adelmo Carlà erano presenti questa mattina alla presentazione del progetto presso l’Open sapce di Palazzo Carafa a Lecce.

Eco Festa sarà quindi presente in 32 sagre salentine, dalla festa del lamponi, alla sagra del pesce fritto, quasi 50 giorni di delirio culinario sparso per i paesi del Tacco, immaginando nel frattempo cosa questa "febbre" abbiano potuto produrre in termini di rifiuti in questi anni. Ecco allora cosa cosa succede quando nella sagra della polpetta arrivano gli “eco festaioli”.

“Applicare il modello Ecofesta Puglia – spiegano - significa aumentare la raccolta differenziata attraverso il posizionamento di isole ecologiche e la presenza fissa di operatori formati, produrre compost grazie ad una composteria presente sul posto che tratta rifiuto umido, ridurre i rifiuti prodotti e, quindi, anche i costi di smaltimento, abbattere le emissioni di CO2 per mezzo di azioni che diminuiscono l’impatto ambientale su trasporti, energia eccetera. Ma anche – aggiungono – ridurre imballaggi, usando grandi formati e distribuendo bevande alla spina, anziché in bottiglia, ridurre i costi delle stoviglie biodegradabili (piatti, posate, bicchieri di plastica) creando un gruppo d’acquisto tra gli organizzatori, sensibilizzare i visitatori e i cittadini con infopoint verdi e laboratori didattici mobili, organizzare percorsi turistici responsabili, promuovere e incentivare l’utilizzo di alimenti biologici a chilometri zero”.

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