Cronaca Via Vecchia Frigole

Da rubare nei magazzini edili non c'è nulla e allora imbrattano con lo spray

Anomala effrazione nel deposito della Daripa di via Vecchia Frigole. Forzato un lucchetto, ma nei locali c'erano soltanto lastre di polistirolo. Sugli interni e gli esterni sono poi comparse scritte contro le forze dell'ordine. La scoperta all'alba. Saranno analizzate le videocamere

LECCE – Da rubare, nei due locali del deposito in cui sono entrati, non c’era davvero nulla. Sarà forse per questo motivo che alcuni individui, agendo in maniera per la verità un po’ singolare, rispetto alle più comuni bande di ladri, hanno sfogato la loro ira riempiendo le pareti di scritte. Il guaio per loro è che per questa bravata (effrazione più imbrattamento), i malviventi rischiano seriamente una denuncia.

Il luogo in cui sono entrati, in un momento imprecisato, non è protetto da sistemi d’allarme; vi è però una copertura di telecamere a circuito chiuso. E i nastri saranno presto consegnati nelle mani della polizia. Insomma, qualora fossero ritracciati, per loro scatterebbe come minimo un deferimento alla Procura.

La scoperta dell’effrazione è avvenuta questa mattina in via Vecchia Frigole, all’interno di un deposito della “Daripa”, gruppo specializzato nella vendita di materiale edile. Un dipendente ha notato una prima scritta su una parete esterna e il lucchetto di un deposito forzato. Ha sbirciato dentro, ma sembrava tutto in ordine. C’erano accatastate soltanto alcune lastre di polistirolo, che ovviamente non hanno fatto gola ai ladri.

I furfanti si sono quindi introdotti anche in un secondo locale, ma qui la situazione, per loro, è stata persino peggiore: era del tutto vuoto. E a quel punto, sono state realizzate alcune scritte con bombolette. La prima, dentro uno dei locali, riporta testualmente “Aca muerti de fame”. Sembra che manchi una “b”, anche perché la seconda, all’esterno, recita “Acab - Cc”, ed è accompagnata da due simboli non meglio specificati. "Acab" è l’acronimo per “All cops are bastards”, frase che è inutile anche tradurre, visto che è entrata da diverso tempo nel gergo comune. Il tutto è stato realizzato con vernice spray di colore rosso.

IMG_3682-2Il dipendente della ditta, che ha aperto i battenti intorno alle 6 del mattino, ha subito composto il 113. Sul posto è intervenuta una volante di polizia per un primo sopralluogo. All’esterno la cancellata è rimasta inviolata. E’ chiaro che, per superarla, è stato sufficiente scavalcarla. Mentre per entrare nei locali, è stato necessario forzare in lucchetto, ritrovato per terra. Ragion per cui è stata chiamata la scientifica per i rilievi.

Come detto, non sembra che sia stato sottratto nulla. Questo, almeno, stando al ricordo del dipendente. Quel deposito è stato chiuso verso mezzogiorno di ieri e quindi l’effrazione è avvenuta in un arco temporale piuttosto ampio. Il titolare è stato contattato dalla polizia, ma al momento, trovandosi fuori per altri impegni, non ha potuto svolgere un sopralluogo di persona per una verifica più approfondita.

E’ sempre lui, inoltre, l’unico ad avere accesso all’hard-disk dove sono custoditi i filmati delle videocamere, per cui ancora non sono stati analizzati. E' senz'altro un tentativo di furto anomalo nella dinamica, viste le "firme", ma si sono escluse (per ora) altre ipotesi più gravi, come una forma d’intimidazione. D’altro canto, la vicenda – almeno a prima vista - sembrerebbe più vicina a un atto vandalico senza particolari fini. Ma è chiaro che mai nulla deve essere escluso a priori.

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