Allerta meteo, 118 preso d'assalto. "Il sistema ha retto bene"

Il dottor Scardia del Pronto Soccorso racconta le ore convulse degli operatori del 118: "La rete ha funzionato". Ringraziamenti per il super lavoro anche da parte della Asl

LECCE – L’allerta meteo su tutto il Salento non è ancora cessata ma il peggio sembra essere passato. Le ultime ore sono state impegnative sia per i cittadini, costretti ai “domiciliari” all’interno delle abitazioni, sia per le istituzioni che hanno improvvisato una rete di coordinamento per far fronte ai disagi causati dalle temperature minime sotto lo zero, dalle forti raffiche di vento e dalla neve che, fioccando sulle strade, si è trasformata in ghiaccio. Il servizio di emergenza-urgenza è stato costretto a fare i salti mortali per far fronte all’impennata di richieste, ma la risposta organizzativa è stata tempestiva ed efficace.

Il numero unico delle emergenze è stato preso d’assalto così come le sedi del Pronto Soccorso raggiunte, nonostante tutto, con mezzi privati. Decisamente più complicati sono stati i soccorsi inviati in zone tagliate fuori dalle abbondanti nevicate e specialmente nella giornata dell’Epifania, quando dal nord al sud del Tacco si è abbattuta una vera e propria bufera.

Il 118 è stato contattato specialmente per le complicazioni dovute alle rigide temperature che hanno aggravato patologie preesistenti: è il caso di sindromi influenzali, polmoniti, insufficienze respiratorie, scompensi cardio respiratori e problemi alla circolazione sanguigna. Diversamente da quanto si temeva, il personale sanitario è intervenuto solo per soccorrere persone interessate da traumi minori causati da banali tamponamenti e incidenti stradali a basso impatto. Sulle strade, in buona sostanza, ha prevalso il buon senso degli automobilisti e la viabilità non è stata complicata da un grande afflusso di mezzi.

Più drammatica la condizione dei senzatetto costretti all’addiaccio sul ciglio della strade e riparati in ricoveri di fortuna: “L’intervento dei sanitari è stato sollecitato dai passanti e dalla stessa Croce Rossa che  ha segnalato casi di ipotermie severe e patologie respiratorie importanti”, ha spiegato il direttore del 118, Maurizio Scardia.

I mezzi di soccorso, attrezzati con le sole catene, hanno incontrato difficoltà principali sulla statale 275 nel tratto da Maglie fino a Gagliano del Capo: “Quelle strade non sono state tutte trattate e sgombrate e abbiamo incontrato problemi anche con le catene che si sono spezzate. Nel caso dei mezzi bloccati abbiamo chiesto il soccorso delle ambulanze secondarie e della Protezione Civile che ci ha dato una grande mano”.

Lo stesso personale medico ed infermieristico si è trovato quasi impossibilitato a raggiungere le sedi di lavoro e decisivo è stato, in questa impasse, l’intervento dei mezzi dell’esercito: “Gli ospedali di Scorrano e Lecce erano i nodi principali perché su questi due nosocomi convergono dipendenti da zone anche molto distanti e interessate dal nevischio. L’area nord ovest, tra Salice e Veglie, è stata coperta prevalentemente dalla Protezione civile”.

Al pari dei colleghi, anche le guardie mediche si sono trovate bloccate così la richiesta di assistenza medica ed infermieristica – a tutto tondo – si è riversata sui centralini del numero unico nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9: “Le ambulanze e gli operatori hanno dovuto vicariare funzioni che competevano ad altri reparti e ciò ha ritardato i soccorsi. Siamo comunque riusciti a soddisfare tutti i casi più gravi” ha proseguito Scardia.

Determinante anche la collaborazione della direzione strategica della Asl di Lecce che ha approvato tutte le richieste del servizio emergenza- urgenza: dalla necessità di personale straordinario fino all’accesso alle ambulanze secondarie delle associazioni di volontariato. Già domani mattina – peraltro - arriverà il primo carico di pneumatici termici per gommare i mezzi delle zone più a rischio. “Il sistema ha risposto bene – conferma il dottore -; ho rinforzato i turni della centrale operativa ed è scattato il dispositivo delle maxi-emergenze”.

Il mal tempo si è rivelato un buon campo di prova per le istituzioni che hanno saputo fare rete e lavorare di concerto. La stessa direzione strategica della Asl ha voluto ringraziare gli operatori del servizio di emergenza-urgenza per lo spirito di sacrificio e adattamento dimostrato in questa situazione.

“L’intera azienda sanitaria sta offrendo una prova importante – puntualizzano i tre direttori Melli, Sanguedolce, Pastore - : gli ospedali stanno reggendo bene all’impatto, i Pronto Soccorso stanno affrontando l’afflusso extra di accessi. L’attaccamento all’azienda e al proprio lavoro dimostrato da ognuno in questi giorni di difficoltà dovute al maltempo ci restituisce in modo compiuto il senso del dovere, ma anche la capacità di tutti di fare qualcosa in più in una situazione fuori dal normale”.

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“Sforzo e risultati resi possibili anche grazie all’impegno della prefettura, che ha coordinato la rete di tenendone serrati i nodi, dei vigili del fuoco, della protezione civile e dell’esercito, che sono stati al nostro fianco giorno e notte, garantendo la possibilità di trasportare i pazienti dializzati e di coprire i turni nei servizi di emergenza-urgenza. E un grazie lo dobbiamo alla Croce rossa, alla Caritas e, in generale, alle associazioni di volontariato – aggiungono -. Insieme siamo stati capaci di rendere tangibile la buona sanità che questa azienda sanitaria riesce a produrre”.

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