Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Epatite A al Vito Fazzi. Parla lo specialista: "Nessun allarme, ma occorre cautela"

L'ospedale del capoluogo ha registrato quattro o cinque casi che sono già stati risolti. Il primario Anacleto Romano: "Attenti al cibo, meglio evitare le cozze e i frutti di mare crudi"

LECCE - È un evento raro ma non impossibile, specialmente con l’arrivo della bella stagione: così è accaduto che nell’ospedale di Lecce si siano registrati alcuni casi di epatite A.

Il “Vito Fazzi” nelle ultime settimane ha contato 4 o 5 pazienti contagiati dal virus, come non accadeva da parecchio tempo. La notizia è stata segnalata dal portale Salutesalento.it che, per l’occasione, ha sentito il primario del reparto di malattie infettive del nosocomio, Anacleto Romano: “Niente di allarmante, ma evitate di consumare molluschi crudi e pesce poco cotto”.

L’epatite A, infatti, è una malattia acuta del fegato nella maggior parte dei casi dovuta al mancato rispetto di norme igieniche, con conseguente contaminazione fecale di cibi ed acqua: tra i possibili agenti patogeni contenuti nelle feci c'è infatti anche il virus Hav, responsabile di questa epatite.

romano infettivi 600-2Le cause più comuni di trasmissione sono quindi: scarsa igiene personale delle persone coinvolte nella preparazione di cibi e pasti; il consumo di pesce crudo o poco cotto proveniente da acque inquinate; rapporti sessuali non protetti; utilizzo di materiale già usato per iniettarsi droghe.

Il contagio può avvenire per contatto diretto da persona a persona, più raramente attraverso le trasfusioni di sangue. I casi di infezione si sono tutti risolti ma, come avvisano i medici, è bene prestare attenzione ai cibi crudi e non cotti a sufficienza, soprattutto molluschi, contaminati (come le cozze) con materiale fecale contenente il virus.

“In questo periodo è meglio evitare le cozze, i frutti di mare crudi – consiglia il primario -. Abbiamo avuto 4-5 casi di epatite A che ormai si sono risolti”. E aggiunge: “Bisogna stare attenti a quello che si mangia. Particolarmente pericolosi sono i cibi conservati male che magari si alterano con il caldo e possono dare una tossinfezione alimentare. Le gastroenteriti per esempio, in periodo estivo, sono quasi inevitabili”.

Un discorso a parte merita l’infezione da Hiv, che – sottolinea l’infettivologo Romano – è in agguato tutto l’anno: “Nel periodo estivo c’è una maggiore tendenza a una vita più sregolata, per cui bisogna evitare i rapporti sessuali occasionali e non protetti”. 

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