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L’astuto nascondiglio: la scorta di eroina era sotto lo stipite della porta

Arrestata a Lecce una coppia: aveva oltre 250 grammi di droga. Ma i carabinieri hanno dovuto cercare a fondo, prima di scoprire che un montante superiore era stato fissato in modo da essere sfilato

LECCE – La droga era stata nascosta con tale accuratezza che se la perquisizione non fosse stata altrettanto approfondita, i carabinieri sarebbero usciti da quella casa con 6 grammi di eroina scarsi (5,51, per la precisione). Ovvero, la sostanza trovata subito, al momento dell’ingresso: era in bella vista sul tavolo della cucina, accanto a un bilancino di precisione. Ma i militari della stazione di Lecce Principale e della Sezione radiomobile erano quasi certi che di stupefacente ce ne dovesse essere di più.

Da giorni tenevano d’occhio i movimenti attorno a quell’appartamento nel rione San Pio di Lecce e quindi avevano il sentore di un giro  piuttosto lucroso. Ed ecco che hanno rovistato in tutte le stanze, senza tralasciare la minima fenditura. Fin quando, uscendo dalla camera da letto, non si sono accorti che la mostrina superiore della porta era stata fissata in modo tale da essere sfilata con facilità. Ed eccola lì, l’altra sostanza, la scorta da cui attingere per ulteriori cessioni: nello stipite, oltre 245 grammi di eroina.

In arresto una coppia

In arresto, nella tarda serata di ieri, è finita una coppia. Lui, Danilo Romano, 33enne, è galatinese. Lei Monia Mauro, 49enne, è di Borgagne, frazione di Melendugno, e, rispetto al convivente, era già nota alle forze dell’ordine. Domiciliati a Lecce, secondo i carabinieri come attività principale per mantenersi avrebbero avuto proprio quella dello smercio al dettaglio di stupefacenti.

I carabinieri, per entrare, hanno atteso che Romano uscisse e salisse in auto. Seguito per un breve tragitto e poi fermato, è scattata la prima perquisizione. Nel veicolo, nulla di rilievo e nemmeno addosso aveva qualcosa di compromettente. A parte, nel portafogli, 120 euro che in seguito sarebbero stati sequestrati, in quanto ritenuti probabile provento di spaccio. Ma i carabinieri non si sono fermati lì e hanno deciso di andare fino in fondo. Entrando in casa, dov’era rimasta la convivente. Il primo ritrovamento, come detto, è avvenuto subito. I 6 grammi di eroina e il bilancino erano sul tavolo e sono subito stati requisiti. Poi, è iniziata la caccia al tesoro.

L'astuto nascondiglio

C’è voluto un po’ di tempo, i carabinieri hanno dovuto esplorare da cima a fondo tutte le stanze. E alla fine, spingendo sulla mostrina superiore della porta della camera da letto, si sono accorti che non era saldamente fissata. L’eroina, in polvere, per 245,68 grammi, era dunque stata infilata lì sotto, peraltro avvolta da carta assorbente intrisa di detersivo. Si presume, un modo per tentare di celarne l’odore in caso di ispezione con cani antidroga. Un nascondiglio astuto, certo, ma il fiuto dei cani non è stato necessario, questa volta. È bastato il tatto dei carabinieri.

Sentito il pubblico ministero di turno, Donatina Buffelli, Danilo Romano e  Monia Mauro sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti in concorso e destinati ai domiciliari. I due sono difesi dagli avvocati Luigi Rella e Fabrizio Pisanello.            

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