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Fiamme in piena mattina al pub: arrestato 34enne. E s'indaga per altri casi

Alle 10 di oggi danni al Molly Malone di via Cavallotti. Ma è notizia inedita di Lecceprima di un altro episodio al Prophet di via Maggiulli

LECCE – Non uno, ma addirittura due pub sui quali si è abbattuta la mano di qualche attentatore. Azioni criminali e violente, e nello stesso tempo talmente avventate da sfiorare l’assurdo, far pensare più all’opera di uno squilibrato che ad altre piste. Perché appiccare le fiamme agli arredi esterni di un pub nel cuore di Lecce alle 10 del mattino, a due passi dall’ufficio centrale delle poste e con le bancarelle del mercato di piazza Libertini colme di clienti e commercianti, supera la spregiudicatezza: è pura follia.

Eppure è successo, al Molly Malone, noto Irish pub. E non è nemmeno il primo caso. E’ notizia inedita di LeccePrima di un altro pub che ha subito lo stesso trattamento sul portone: è il Prophet di via Maggiulli, nei pressi del tribunale. Un caso avvenuto domenica 20 maggio. Forse preso sottogamba, pur nella sua anomalia. Perché, appunto, successo sempre alle 10 di mattina (orario più che insolito per un’intimidazione) con fiamme smorzate subito. Accanto c’è una bottega di falegnameria e quando l’artigiano è stato avvisato di quanto stava accadendo all'esterno, è subito uscito a gettare acqua. Il danno è stato, tutto sommato, lieve.

Molly Malone: danni agli ombrelloni

Ma adesso, al secondo episodio consecutivo, non si può più sottovalutare la situazione. Di certo, era incredulo questa mattina il titolare del Molly Malone, il giovane imprenditore leccese Giuliano Mollese, quando è arrivato sul posto avvisato dalla polizia e s’è trovato davanti a una scena surreale, sotto il sole abbacinante di un caldo giovedì mattina: i due ombrelloni sul lato di via Marconi, mezzi bruciati; il portone dell’unico ingresso, girato l’angolo, su via Cavallotti, ancora cosparso di liquido infiammabile. Non benzina, forse qualche diluente. La scientifica ha prelevato alcuni campioni che saranno analizzati. Sul momento, il titolare non ha saputo davvero capacitarsi sul motivo di un gesto così plateale.

Arrestato dopo poche ore

E’ stato uno dei tanti passanti ad accorgersi di un soggetto fermo sulle scale, a versare liquido sull’uscio di legno del pub. Quando l’attentatore s’è visto scoperto, è fuggito, salendo a bordo di un’auto parcheggiata a breve distanza, una berlina blu. Il testimone l’ha seguito per un tratto, componendo il 113. Alla polizia ha comunicato tutto ciò che ha potuto. 

Alessandro Capone, 34enne leccese, fino a oggi sconosciuto alle forze dell'ordine, stando alle testimonianze, è fuggito verso via 95° Reggimento Fanteria. Non solo. Le immagini estrapolate da una telecamera di un esercizio commerciale a breve distanza, hanno fornito conferma sull’identità del responsabile e la targa della sua autovettura. E nel primo pomeriggio, una volante lo ha incrociato a bordo della sua auto poco distante dall’abitazione di residenza.

Ha anche opposto resistenza

Fatto a scendere dall’auto, dentro c’erano una bottiglia per l’acqua, piena di liquido infiammabile, un accendino e un giubbotto identico a quello ripreso dalla telecamera. All’invito degli agenti a seguirli in questura, ha cercato di fuggire, opponendo resistenza e procurando anche alcune lievi lesioni ed escoriazioni ai poliziotti. Ora risponde di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ed è indagato anche per incendio doloso. E' stato condotto presso il carcere di Borgo San Nicola. Per il momento il movente resta oscuro, ma stando ad alcune indiscrezioni sarebbe un ragazzo con alcune problematiche e che nel tempo ha inviato più curriculum in giro, in cerca di lavoro. Al Molly Malone, comunque, non lo ricordano. 

Intanto, durante il sopralluogo, sono stati chiamati i vigili del fuoco per ovvie ragioni di sicurezza. Il liquido sgocciolava ancora dal portone, una parte aveva anche oltrepassato la soglia, verso l’intero, sebbene per pochi centimetri. Non è sembrata quindi intenzione del malintenzionato appiccare le fiamme anche dentro il locale (sarebbe bastato piegarsi e versarlo direttamente), ma il rischio che si facessero strada, se il fuoco avesse attecchito, s’è comunque corso. Per fortuna il piromane è stato notato in tempo e quindi, almeno il portone, si è salvato.

Il precedente del Prophet

Tutta la faccenda, però, assume una piega particolare se vista agli occhi del precedente. Quello del Prophet, appunto. Alle 10 di mattina di domenica scorsa, il titolare di uno studio di fisioterapia delle vicinanze, passando in scooter, ha visto il portone in fiamme e, notando la bottega del falegname aperta, ha subito richiamato l’attenzione dell’uomo all’interno. Era al lavoro e non si era accorto di nulla.

Le fiamme sono state spente dai due ed è stato subito avvisato il titolare, Simone Pagliaro. Il fuoco ha annerito il robusto portone di legno, ma non è andato oltre. Un danno peraltro non assicurato. Purtroppo le videocamere di cui pure dispone il locale erano spente. Ma in zona ve ne sono altre (un cartello con scritto “area videosorvegliata” appare proprio all’ingresso della via). E anche in questo caso, è possibile che possano aver registrato qualcosa.

Un aspetto particolare, in tutto ciò, è il tipo di liquido usato. Chi è intervenuto quella mattina ricorda un odore simile a quello della nafta. Forse la stessa sostanza usata oggi al Molly Malone? Una cosa è certa: anche al Prophet, è stata un’azione azzardata. Visto l’orario, pure in quel caso l'attentatore ha corso il serio rischio di essere scoperto in azione. E ora la squadra mobile sta facendo i dovuti approfondimenti per capire se vi sia sempre la mano dello stesso 34enne, anche dietro ad altri episodi avvenuti più o meno di recente. 

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