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@TM News/Infophoto

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Fitto vs giudici: la Procura chiede archiviazone, il legale presenta opposizione

Tramite il proprio legale, il parlamentare di Forza Italia ha avanzato opposizione alla richiesta di archiviazione del procuratore Motta, continuando a contestare fermanente coloro che l'hanno condannato per tangenti per il caso "La Fiorita"

LECCE – Non si placa la querelle fra l’ex ministro Raffaele Fitto e i giudici baresi che nel febbraio scorso l’hanno condannato a quattro anni (tre condonati per l’indulto) nell’ambito del processo “La Fiorita”. Una vicenda per presunte tangenti intascate dal suo movimento politico, La Puglia prima di tutto, per appalti nella sanità.

Ben 500mila gli euro che l’imprenditore romano Giampaolo Angelucci avrebbe versato. All’epoca Fitto ricopriva la carica di governatore della Regione Puglia.

L’attuale deputato magliese di Forza Italia lamenta una disparità di trattamento da parte dei giudici della seconda sezione, Luigi Forleo, Clara Rita Goffredo e Marco Galesi, nel suo procedimento rispetto ad altri.

Il tutto si può riassumere in una sibillina frase che Fitto pronunciò poco prima della partenza di esposti rivolti a Csm e Procura di Lecce (competente a giudicare qualora i casi riguardino la magistratura di Bari): “Attendo di sapere dal presidente Forleo, dalla consigliera Goffredo e dal presidente del tribunale Savino perché vengono utilizzi due pesi e due misure in modo così clamoroso. Ci sono dei processi per i quali gli stessi componenti del collegio che mi ha condannato, - aggiunse – hanno fatto valutazioni differenti con tre udienze all'anno, salvo dichiarare la prescrizione di quei procedimenti a differenza del caso mio nel quale ho avuto il privilegio di avere tre udienze a settimana”.

Il Consiglio superiore della magistratura, da parte sua, aveva archiviato a luglio, motivando con il fatto che non vi fossero “provvedimenti di competenza del Csm da adottare”. E il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, ha a sua volta avanzato richiesta di archiviazione, non ritenendo esservi stati abusi. Richiesta, sulla quale, è sopraggiunta però in queste ore l’opposizione da parte di Fitto. Ora spetterà al gip Antonia Martalò, nei prossimi giorni, esprimersi.

Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, l’avvocato di Fitto, Francesco Paolo Sisto, conferma in sostanza il motivo della chiamata in causa dei giudici, menzionando, fra le altre cose, il processo sulla “Missione Arcobaleno”, l’operazione umanitaria voluta nel 1999 dal governo D’Alema in Albania per sostenere i kosovari.  Sisto ha rammentato il fatto che nel novembre 2012 vi sia stato un rinvio preliminare di oltre sei mesi ai fini di una declaratoria predibattimentale della prescrizione di tutti i reati. Si tratta di un processo concluso con un non luogo a procedere a dodici anni di distanza dai primi arresti.

I giudici sono difesi dall’avvocato Giuseppe Milli del foro di Lecce.

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