Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Via Francesco Petrelli

Furti a raffica nelle case. Rolex, sterline e persino lavatrici, i ladri non rifiutano niente

Quattro episodi nelle ultime ore fra centro, periferia e zona litorale. Gioielli, soldi, orologi, persino un vistoso elettrodomestico: è una nuova escalation fra Lecce e hinterland. E qualcuno si cautela contro la categoria dei "ladri acrobati" arrivando a spalmare viscido grasso sulle tubature

Lecce, via Petrelli.

LECCE – C’è il ladro del centro cittadino e quello della periferia. E poi c’è l’omologo delle frazioni e il cugino specializzato delle marine. Categorie con tutti i loro sottoinsiemi, dall’atletico arrampicatore di pali e grondaie all’esperto nello scassinare porte; dall’amante di oggetti piccoli e maneggevoli al temerario che se ne va via portandosi dietro pure una vistosa lavatrice. Le tipologie di furfanti sono così variegate che negli ultimi giorni, fra Lecce e hinterland, ne sono avvenute di cotte e di crude.

Via Francesco Petrelli, a due passi da piazza Mazzini, via Adriatica, una delle arterie per le marine, via Michelangelo Buonarroti, a Castromediano, e persino Villaggio Adriatico, nei pressi di San Cataldo: sono questi alcuni fra gli scenari nei quali si sono consumati o sono avvenuti tentativi di furti.  

Nel primo episodio menzionato, nel cuore della città, la proprietaria di casa è rientrata ritrovandosi quasi faccia a faccia con i malviventi nel pieno della sera. Immediata la chiamata al 113, con il cuore in gola, ma quando la polizia ha raggiunto il luogo, i soliti ignoti avevano ovviamente già preso il largo. La donna non è stata in grado di fornire descrizioni. Li ha solo intravisti di sfuggita.

A quel punto non è rimasto altro da fare che iniziare il conto dei danni. E non sono pochi: un orologio Rolex, alcune sterline inglesi, una banconota da 50 euro e gioielli in oro, per un valore da quantificare. Come abbiano fatto i malviventi a entrare, è presto detto. In quell’appartamento al primo piano ci sono arrivati arrampicandosi da un tubo che solca la sede di una ditta nelle vicinanze. Si sono quindi intrufolati dalla finestra ed hanno arraffato gli oggetti che hanno ritenuto di maggior valore.

Diverso quanto accaduto in via Adriatica, dove l’ingresso in una villetta dei malviventi è avvenuto approfittando di un prolungato periodo di assenza del proprietario, per motivi di natura personale. E, si sa, quando i gatti mancano, i topi (d’appartamento) ballano. Ma in questo caso il furfante potrebbe essere una persona vicina alla vittima. Si sa anche che l'occasione fa l'uomo ladro. 

Già, perché il furfante non è entrato forzando porte o sfondando finestre: ha usato la chiave d’ingresso. Era stata nascosta in un punto del perimetro del giardino, evidentemente non tanto segreto agli occhi di qualcuno. Tant'è: l’uomo ha ritrovato l’abitazione letteralmente a soqquadro. All’appello mancherebbe almeno un computer.

Altra vicenda, nel rione Castromediano di Cavallino (di fatto grosso agglomerato unito al capoluogo), in quella via Buonarroti già altre volte finita nel mirino dei ladri. L’ennesimo appartamento è stato rovistato da cima a fondo e la scoperta è avvenuta anche in questo caso di sera, quando il proprietario è tornato a casa dal lavoro. La differenza, rispetto agli altri casi, è che in questo frangente sembra non sia stato portato via davvero nulla. Evidentemente i malviventi cercavano denaro contante e preziosi. Non avendone trovati, hanno preferito battere in ritirata a mani vuote. Non sarebbe neanche la prima volta. 

Se questi tre episodi si riferiscono alle ultime ore, datata di qualche giorno è l’amara scoperta che un uomo ha fatto in un immobile di sua proprietà nel Villaggio Adriatico, borgo lungo la strada provinciale 364, quasi all’ingresso della marina di San Cataldo, dove si trovano soprattutto residenze estive.

Ebbene, il leccese ha notato che, in un lasso di tempo piuttosto ampio rispetto alla sua ultima visita, qualcuno è riuscito a intrufolarsi all’interno. Da rubare non c’era granché e quindi alla fine i ladri si sono presi l’unico elettrodomestico di un certo valore: una lavatrice. Incuranti persino di essere notati ed eventualmente insospettire qualche passante: un oggetto del genere non passa inosservato. E così, per gli investigatori della questura, la caccia alla refurtiva assume ogni forma di contorno.  

E, a proposito di tecniche "antifurto": dato che arrampicarsi sulle condutture sta diventando uno dei metodi più in voga (sono già diversi i furti compiuti in questo modo), qualcuno ha pensato bene di spalmarvi sopra dello scivoloso grasso con pennelli. Succede dalle parti di via Carlo Massa, dove negli ultimi mesi v'è stata una concentrazione particolare di episodi. Chissà che non funzioni, mettendo il bastone fra le ruote (anzi, fra le mani) all'uomo ragno di turno. 

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