Rubavano chiavi e tagliavano casseforti: la banda proveniva da Bari

L'estate scorsa diverse case leccesi violate. Un 51enne arrestato per alcuni di questi episodi, caccia ai complici. L'incipit nelle marine, poi andavano in città. E usavano la fiamma ossidrica

BARI – Preso uno, ora è caccia al resto della banda. Domenico Lafronza, 51enne di Bari, è accusato di essere fra gli autori di furti seriali ai danni di appartamenti a Lecce. E non furti qualunque, ma per valori ingenti. Tanto che in diversi casi – correva l’estate scorsa – sono state letteralmente spalancate casseforti, usando la fiamma ossidrica. Veri e proprio “professionisti” del crimine, abili fin dalle fasi preparatorie.

L’arresto è stato eseguito alle prime ore del mattino di ieri, 18 febbraio, al termine di un’attività investigativa della squadra mobile di Lecce, in collaborazione con gli uomini lo stesso reparto della questura di Bari.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lecce. L’uomo, con numerosi precedenti specifici, cioè per reati contro il patrimonio, è accusato, in concorso con i complici in via d’identificazione, di aver consumato almeno due furti nel capoluogo salentino nel periodo caldo, quando c’è la corsa verso le marine per le ferie e un po’ di refrigerio.

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E proprio le marine erano i punti in cui tutto aveva inizio. Stando alle indagini, infatti, Lafronza e gli altri componenti della banda, raggiungevano le località balneari salentine e attendevano l’arrivo delle vittime. Alle quali rubavano le chiavi degli appartamenti lasciate, non di rado, proprio nelle autovetture per non avere con sé troppi oggetti ingombranti in riva al mare. Tramite i documenti, poi, risalivano all’indirizzo di residenza e, infine, per garantirsi un ulteriore margine di tempo, danneggiavano o bucava una ruota.

A quel punto, chiavi in mano e residenze memorizzate, andavano in città, entravano nelle case senza  - ovviamente – la benché minima effrazione – e facevano razzie. Se c’era una cassaforte, di certo non si scoraggiavano. Perché all’appuntamento si presentavano con tutti gli attrezzi del mestiere, compresa la fiamma ossidrica.

Ma poi, cosa accadeva? Semplice e, a suo modo, diabolico. Dopo il furto, il ladro e i suoi complici ritornavano presso la vettura del proprietario e riposizionavano le chiavi all’interno, con lo scopo di non far insospettire la vittima del furto subito, ritardandone la scoperta. Lafronza ora si trova nel carcere di Bari.

Diversi sono stati i casi di furti nelle abitazioni leccesi dotate di casseforti, nel corso dell'estate del 2018. Per esempio, si ricordano quelli di in via Mincio (rione Santa Rosa), in via Forlanini (quartiere Leuca) e in via Potenza (quartiere Stadio). Tutti episodi per i quali era intervenuta la polizia, con la scientifica, per i rilievi. 

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