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Cronaca Centro / Via dei Perroni

Si allarga il fronte dei locali danneggiati, si attendono risposte dalle telecamere

Domenica notte ignoti si sono abbattuti come una vera e propria furia su diversi esercizi del centro storico. Al Road 66 pare siano tornati alla carica pure dopo il primo assalto fallito

LECCE – Si allarga il fronte dei danneggiamenti avvenuti nel corso della notte di domenica nel centro storico di Lecce. Ai locali commerciali menzionati ieri, Shui, Crianza e Duca per quanto riguarda la ristorazione, più Le radici ca tieni (negozio di artigianato), bisogna aggiungerne almeno un altro, il Road 66, uno dei più longevi pub della movida leccese. Ma è possibile che anche altri esercizi siano stati danneggiati.

Di sicuro, il pub al civico 8 di via dei Perroni, poco oltre la soglia della storica Porta San Biagio, gestito da Danilo Stendardo, presidente di Fipe Confcommercio, è uno dei vari finiti nel mirino dello stesso soggetto che durante le ore piccole, in un momento in cui in giro non c’era nessuno, forse anche per via del maltempo scatenatosi sul capoluogo, ha provocato evidenti danni, infierendo con un grosso piede di porco. L’arnese, avrebbero poi scoperto gli agenti di polizia delle volanti, era stato rubato con altri attrezzi da una falegnameria di via Manfredi.

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In tutte le circostanze, ivi compreso per quanto accaduto al Road 66, le telecamere di videosorveglianza potrebbero tornare molto utili alle indagini, per cercare di risalire a uno o più soggetti che hanno vagato per interminabili minuti lungo le vie del borgo antico, frantumando vetrine forse in cerca di qualcosa di rubare. Sta di fatto che, tolta la falegnameria da cui sono stati rubati gli arnesi, solo in un altro caso è stato constatato un furto, quello di due tablet e un cellulare dal locale Duca. In tutti gli altri episodi, vi sono stati danneggiamenti, ma non è sato possibile riuscire a entrare all’interno.

I danni, però, sono stati rilevanti. Al Road 66, addirittura, sembra che il misterioso personaggio abbia agito due volte nell’arco di pochi minuti. Per quanto si è rusciti a ricostruire finora, quando l’uomo ha iniziato a infierire con l’arnese sulla vetrata, il rumore è stato tale da attirare l’attenzione di un paio di residenti che, affacciatisi, si sono messi a urlare.

A quel punto, il soggetto si sarebbe allontanato, per poi tornare sulla scena meno di dieci minuti dopo e riprendere a “martellare”. E lì, di nuovo urla e la fuga definitiva. Tutto ciò sarebbe stato immortalato dalle telecamere che presto saranno visionate dalla polizia. Il soggetto in questione sarebbe abbastanza corpulento e non ha lesinato in furia, abbattendosi su vetrate antirumore e antisfondamento e forzando alcuni infissi, ma comunque non riuscendo a penetrare nel locale.

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