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Cronaca

Accusata di derubare pazienti gravi nel pronto soccorso, chiesto rinvio a giudizio

Rischia di finire a processo un'operatrice socio sanitaria di Lecce che era stata indagata nel novembre scorso. Due gli episodi contestati, il prelievo di denaro dal conto di un uomo e il furto con strappo della collanina di una donna

LECCE – È stata fissata al 19 settembre 2023, davanti al gup Alessandra Sermarini, l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Massimiliano Carducci nei confronti di C.P., 46enne di Lecce, operatrice socio sanitaria accusata di aver derubato pazienti in condizioni di salute particolarmente gravi.  

I fatti sarebbero avvenuti all’interno del pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari l’era stato notificato il 10 novembre scorso dagli agenti di polizia della questura di Lecce, al termine dell’inchiesta avviata sulla scorta delle denunce presentate.

Sembra che diversi siano stati i casi avvenuti nel nosocomio del capoluogo, ma due sono stati quelli contestati alla donna, per i quali, cioè, la squadra mobile ha raccolto prove nei suoi confronti per procedere per i reati di furto pluriaggravato, illecito utilizzo di carte di credito e furto con strappo aggravato, con prelievo di circa 500 euro dal conto di un uomo e lo strappo di una collanina da una donna.

Le indagini, avviate all’inizio dell’anno scorso, hanno dunque permesso di verificare che l’operatrice, approfittando delle gravi condizioni di salute di alcuni pazienti, si sarebbe impossessata di effetti personali di valore, denaro e carte di credito utilizzate per effettuare prelievi fraudolenti dagli sportelli bancomat. La donna è assistita dall’avvocato Mario Stefanizzi.

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