Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Via Caserta

La caparbietà dei ladri, l'ostinato controllo dei proprietari: "Così volevano rubare"

Malviventi sempre più sfrontati all'assalto di appartamenti dei cittadini. Il racconto di un residente del rione San Sabino, fra le zone più colpite della cità, ritrovatosi faccia a faccia con un possibile ladro, fuggito a mani vuote

Piazzale Bergamo di notte.

LECCE – “Chi sarà il prossimo? Sarò io? Sarai tu?” Ormai è così. Ci si studia sconsolati, occhi da vittime sacrificali che s’incrociano. Si palpa l’ansia reciproca. Solidarietà da pub, davanti ad una birra nella quale affondare i pensieri. Che però tornano a galleggiare ad ogni sorso, e restano lì, in fondo al boccale, anche quando la birra è finita. “Attento, occhi aperti o prima o poi ti tocca”.

Basta alzare un po’ il tono della voce, seduti al tavolo, ed ecco che s’avvicina un cameriere, e poi magari anche un ragazzo che ha semplicemente origliato ed è stato catturato dall’argomento. Scopri così che più o meno tutti hanno una storia da raccontare. “Hanno rubato a casa della mia vicina”, dice uno. “Sono entrati nell’appartamento di una mia amica”, fa eco l’altro. “Non ricordo in che via era. Ma la zona è sempre la stessa, Salesiani. C’era la mamma, dentro. Ha sentito i rumori e loro si sono accorti di lei. Sono usciti. La porta di casa era stata forzata”.

I furti in appartamento sono il pane quotidiano del cronista e anche la sua paura. Il cronista altri non è se non un qualunque cittadino che vive sotto un tetto. Prima o poi, pensa, il portone lo forzano anche qui. Se non l’hanno già fatto. Che fare? Rivelare o no? Il racconto viola l’intimità per la seconda volta. La prima violazione è proprio il furto in sé, con tutto il carico di rabbia e frustrazione che comporta. Il cronista lo sa. Una volta ha persino scritto di un furto nel suo palazzo. La seconda è la resa pubblica del fatto. E’ una forzatura che coglie sempre impreparato lo spirito, ma in fin dei conti il cronista è consapevole che il suo compito è narrare, spiegare. Mettere in guardia, soprattutto. E a  Lecce non si parla d’altro, forse da più di un anno.

Il tempo si dilata nella percezione individuale ed è difficile stabilire quando sia nata questa “emergenza”. Però, l’emergenza c’è. La senti, la tocchi con mano nelle storie di ogni giorno. Nelle case si ruba a ritmo incessante. E l’obiettivo quasi raramente è un abbiente con cassaforte. Si entra così, alla rinfusa, sperando che non ci sia nessuno, per arraffare quello che capita. Magari ci scappa il colpo di fortuna (eufemismo) ed ecco che si fanno ori per migliaia di euro. Il più delle volte, si arraffano però poche cose. Valori infimi. Ma il danno per il proprietario può essere doppio: effrazione, più oggetti personali, e non importa quanto valgano. Tante volte, dietro ad una patacca di bigiotteria c’è una storia, una vita. Così, per pochi spiccioli, il ladro uccide la vittima colpendola al cuore, negli affetti. 

F., mezza età, lavora in un pub. Torna tardi a casa. Il più delle volte le lancette oltrepassano la soglia del vecchio giorno e annunciano il nuovo, quando riesce a vedere il letto. Racconta che alle 4 del mattino di domenica scorsa s’è ritrovato davanti ad un personaggio equivoco. Si avvia a passo svelto verso il portoncino secondario di piazza Bergamo, entra e nei pressi dell’ingresso della palazzina in cui abita, che ha l’accesso principale su via Caserta, si ritrova di fronte un giovane sulla trentina.

Gli sguardi s’incrociano per un istante davanti all’atrio del portone. Nel suo racconto, F. vede lo sconosciuto allontanarsi, rapido, percorrendo a piedi l’intero perimetro per uscire poi dalla stessa porta secondaria dalla quale lui stesso era poco prima entrato. “Strano”, perché è il percorso più lungo. Il mattino di lunedì, altri condomini fanno un’insolita scoperta: un macigno di cemento in una busta di plastica. A cosa potrebbe essere servito? Per sfondare un vetro ai piani inferiori? Chissà. Certo è che questa mattina, martedì, altri condomini ritrovano il frutto del portone d’ingresso scassinato e per terra. Ladri disturbati per la seconda volta? Può darsi?. Nessun furto, infatti, ma in quella palazzina, negli ultimi tempi, le razzie non si contano più. Due riuscite, altrettante tentate, solo negli ultimi anni.

E non è tutto. F. racconta anche che all’imbocco del piazzale, più persone avrebbero notato, nei giorni precedenti, uno sconosciuto in un’auto, fermo a leggere un giornale, ma in realtà intento ad osservare la zona.

Paranoie? Forse. Ma tanto basta a far trasalire chi abita nella stessa zona. Tra via Roma e via Matera, un appartamento del sesto piano di una palazzina è stato svaligiato di recente. Praticamente, alle spalle di piazzale Bergamo. Altre abitazioni, fra quartiere San Sabino e rione Salesiani, hanno subito la stessa sorte. I ladri ci osservano. Meglio, allora, aguzzare la vista, e annotare. Forse, fra tagli, ritagli e controtagli alla sicurezza è davvero l'unico modo per provare a difendersi. Almeno fino a quando qualcuno non ci lascerà le penne nel momento in cui spunteranno armi vere. Magari quelle di un proprietario di casa esausto o di un malvivente spaventato dalla sua stessa azione. Fate voi. Diverse versioni dello stesso inconcludente e contraddittorio Paese, vittima delle sue amnesie, schiavo di inconcludenti dibattiti su argomenti avulsi dalla realtà e che non riesce più a percepire le grida d'aiuto dei suoi cittadini. 

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