Prelevano le chiavi dall'auto e rubano in casa. Videocamere li inchiodano

Un barese arrestato, il complice ricercato. Da San Cataldo a Lecce e ritorno nella marina per riprovarci. Finendo invece nei guai

Foto di repertorio.

LECCE – La tecnica è ben collaudata e proprio a Bari ne sono maestri, come dimostra un episodio del febbraio scorso, quando fu la squadra mobile a bloccare un uomo del capoluogo pugliese dopo una serie di furti a Lecce. La tecnica in questione consiste nel rubare chiavi di abitazioni lasciate nelle autovetture parcheggiate nelle marine, ottenere l’indirizzo tramite documenti rinvenuti nell’abitacolo e poi recarsi in città a mettere in atto il furto, senza bisogno di scassinare nulla. Ci ha così provato anche Ciro Enzo Gregorio, barese di 37 anni, arrestato dagli agenti delle volanti di polizia. Che ora sono a caccia del più che probabile complice, di cui hanno le generalità.

Furto di chiavi a San Cataldo, furto a Lecce

Tutto è iniziato ieri mattina. I poliziotti sono stati inviati in un appartamento di una traversa di viale Grassi per la constatazione di un furto da poco consumato, trovando qui il figlio della vittima. Venendo a saperee come la scoperta dell'intrusione fosse avvenuta in modo a dir poco rocambolesco. L’uomo, infatti, ha spiegato che intorno alle 10,10 aveva ricevuto una telefonata dal padre, il quale, in quel momento, si trovava a San Cataldo per trascorrere una giornata al mare.

Il genitore gli aveva riferito detto di aver trovato la propria autovettura aperta. Dall’interno erano sparite, tra le altre cose, anche le chiavi di casa. E visto che in auto c’era anche l’indirizzo dell’abitazione, riportato in quel caso su alcune ricette mediche, l’uomo aveva invitato il figlio a recarsi subito presso la sua abitazione per verificare se fosse tutto in ordine.

Quanto temuto  si era concretizzato. Giunto poco dopo sul posto, infatti, il figlio del proprietario di casa aveva notato il cancelletto d’ingresso e il portone di accesso allo stabile aperti, ma non forzati, e la porta d’ingresso dell’abitazione chiusa a chiave con due mandate. All’interno, l’appartamento era stato messo a soqquadro. A sparire, un numero considerevole di oggetti d’argento e una somma in contanti, divisa in baconote da 20, 10 e 5  euro, custoditi in un salvadanaio, a sua volta nascosto in un ripostiglio, di cui il proprietario non ricordava l’ammontare.

Non avevano fatto i conti con le videocamere

Operazione perfetta? Non proprio. I ladri, infatti, non avevano fatto i conti con le immagini del sistema di videosorveglianza dell’appartamento, che avevano ripreso un’Opel Meriva grigia. Dall’auto erano scesi due soggetti, entrati nella palazzina e usciti dopo alcuni minuti trasportando uno zaino, per poi entrare in auto e allontanarsi.  Dal fermo immagine delle riprese è stato rilevato anche il numero di targa del veicolo.

Qui l’aspetto curioso della faccenda. Dopo il sopralluogo, è stato avvertito il proprietario, che si trovava ancora a San Cataldo, e che è ritornato verso la sua autovettura, ritrovandola ancora una volta aperta: i documenti precedentemente spostati, erano stati sistemati nel vano porta-oggetti, insieme alle chiavi di casa che nella prima circostanza non aveva trovato. Insomma, i ladri erano tornati nella marina, rimettendo tutto più in ordine (nella speranza che il proprietario non si fosse ancora accorto di nulla).

Nel frattempo, altri agenti, che si erano recati a San Cataldo per accertare l’effrazione dell’autovettura, sono stati informati che, nei pressi di un lido, alcune persone avevano fermato un soggetto che viaggiava a bordo di un’Opel Meriva grigia, visto aggirarsi con fare sospetto tra le auto in sosta, guardando al loro interno, insieme a un complice, quest’ultimo fuggito nella pineta. Erano i ladri che avevano appena agito, come si sarebbe scoperto di lì a poco. E si presume che si stessero preparando a effettuare altri furti con le stesse modalità.

Uno arrestato, si cerca il complice in fuga

L’uomo, identificato in Ciro Enzo Gregorio, 37enne di Bari, corrispondeva infatti a quello ripreso dalla telecamera di sorveglianza. Inutile dire che  anche l’auto era la stessa. E’ stata effettuata una perquisizione, personale e del veicolo, drante la quale sono stati trovati una maglietta bianca a maniche lunghe, una camicia di jeans, un cappellino con visiera di colore verde, un cappellino con visiera di colore nero. Erano parti dell’abbigliamento indossato durante il furto nell’appartamento, così ripreso dalla telecamera.

All’interno dell’auto c’era anche diversa refurtiva e una patente di guida  intestata a G.G. di Bari, 30enne, un navigatore Tom Tom e la somma in contanti di 565 euro. Sebbene, come detto prima, la vittima non ricordasse di preciso la somma, una delle banconote riportava la scritta “auguri”, ben specificata in sede di denuncia. Gli agenti delle volanti hanno anche acceso il navigatore rinvenuto nella Opel Meriva e dalla visione della mappa stradale utilizzata, hanno rilevato l’ultima posizione registrata come punto d’arrivo: risultava l’abitazione svaligiata.

Gregorio è stato così arrestato per furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di oggetti e arnesi atti allo scasso. Ed è finito in carcere. Il titolare della patente riuscito a scappare, che s’ipotizza il complice, è indagato in stato di irreperibilità per lo stesso reat

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