Torna all’auto e la ritrova svuotata di tutto: occhio ai “ladri dei doni di Natale”

È successo a Lecce, in pieno centro. Nulla era visibile dall'esterno, eppure è stata l'unica vettura colpita dai malviventi

Gli agenti di polizia ieri sera in via Adua, per il sopralluogo.

LECCE – Tornare alla propria auto e non ritrovare più nulla di quanto lasciato dentro. Ma proprio nulla. Interi sacchi di abiti da portare in lavanderia, regali per gli amici in previsione di un viaggio, piccoli altri acquisti personali, persino compact disc musicali, cavetti, auricolari e, perché no, visto che c’erano, pure il deodorante per l’abitacolo. I ladri si sono portati via pure gli oggetti più banali, il che significa che hanno rovistato per benino. E senza che nessuno se ne accorgesse.

Accade a Lecce, in via Adua, ovvero in pieno centro, nel cuore di un affollato - per quanto piovoso - pomeriggio di dicembre, ora che con il passaggio nell’area gialla in tanti si stano muovendo per gli acquisti natalizi. Potrà sembrare un’inezia, un fatterello di cronaca di poco conto, e forse lo è davvero, rispetto a certi grandi eventi. Ma, a parte la sensazione di smarrimento provata dalla vittima (e chi non rimarrebbe di sasso?), in questo caso una giovane donna di 38 anni, potrebbe anche essere un campanello d’allarme, la spia di un fenomeno in grado di allargarsi, quello dei “ladri dei pacchi di Natale”. Insomma, meglio non sottovalutare certe situazioni e prenderne atto per restare in guardia.

Il furto di pomeriggio

Il furto si è verificato in un orario compreso fra le 18 e le 20. L’auto, Renault Grand Modus, era stata parcheggiata nel tratto terminale di via Adua, quasi all’imbocco con uno degli accessi al centro storico, ovvero, alle spalle dell’ex liceo musicale Tito Schipa, che si affaccia sul sempre molto trafficato viale dell’Università. Punto di passaggio, dunque, eppure, come detto, nessuno che si sia accorto di qualcosa. E questo nonostante, per entrare e rovistare, i ladri abbiano dovuto letteralmente frantumare il finestrino del lato di guida. Così, quando la 38enne è ritornata all’auto, ha trovato i cristalli per terra e sul sedile e s’è accorta che dall’abitacolo e dal portabagagli e mancava quasi tutto.

Prima ancora che la donna chiamasse il 113, s’è fermata un’auto di polizia di passaggio, facente capo all’Ufficio di gabinetto della Questura. Uno dei vari rinforzi in giro in questi giorni per i controlli in città, anche in funzione di eventuali assembramenti e altre violazioni alle disposizioni anti-Covid. Poco dopo, sul posto, anche le volanti e la scientifica. E si stanno verificando le videocamere della zona.

Occhio agli oggetti in vista

Quell’auto è risultata l’unica dell’intera zona rovistata e, a quanto pare, si dovrebbe trattare del primo furto di questo tipo, nel periodo attuale. Quindi, qualcosa potrebbe aver attirato i malviventi. Ma cosa? Forse, una busta vuota. Lasciata sbadatamente sul sedile posteriore. Tanto potrebbe aver indotto qualche malintenzionato a sfondare il finestrino. Per poi accorgersi, appunto, che dentro non c’era niente, arrivando così a forzare il sedile posteriore per vedere cosa ci fosse nel portabagagli. E scoprendo, in questo modo, abiti firmati, regali, altri oggetti. Per un valore da quantificare, ma che non sarà di poco conto.

Gli abiti da portare in lavanderia erano stati riposti lì dietro da tre giorni, direttamente da casa. Semmai, un’altra ipotesi da non scartare, è che qualcuno, magari in scooter, possa aver seguito la donna dopo averla vista uscire da alcuni negozi di via Salvatore Trinchese con diverse buste, aprire il portabagagli e lasciarle dentro, per poi dirigersi in via Adua. Insomma, il consiglio, oltre a quello di guardarsi sempre bene intorno, è di non lasciare mai visibile all’occhio dei passanti nulla che possa richiamare l’attenzione, specie in questo periodo di shopping natalizio. In questo caso, una semplice busta vuota potrebbe aver attirato qualcuno, come miele per le api.

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