Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Un giorno in Procura. Storie d'umanità che s'incrociano all'ombra della giustizia

Il racconto di una mattinata nelle aule di giustizia. Avvocati, imputati, testi, cancellieri, messi e "gente comune", si affannano alla ricerca di uno spazio utile a vivere la loro piccola fetta di giustizia. Piccole e grandi storie, con l'attesa a volte sembra eterna, fra udienze rinviate

LECCE – Sono passate da pochi minuti le ore 10 e l’aula "Francesco Cappuccilli", una delle aule d’udienza del Tribunale penale di Lecce, è già gremita di gente. Nell’aula già satura degli odori di tanti corpi, e della promiscuità di un’umanità variopinta, avvocati, imputati, testi, cancellieri, messi e “gente comune”, si affannano alla ricerca di uno spazio utile a vivere la loro piccola fetta di giustizia.

Attori e comparse di un mondo a parte, con regole e tempi diversi dal mondo che scorre al di là di una vetrata protetta da spesse cancellate in ferro.

Molti, dopo aver cercato inutilmente di conquistare uno spazio utile a consultare il fascicolo processuale, rileggere alcuni appunti o semplicemente attendere il proprio turno, decidono di abbondonare l’aula e attendere nei corridoi gelidi di un inverno improvviso il proprio turno. Qualcuno, più temerario, azzarda una rapida sortita alle macchine del caffè, deputate a sostituire la chimera del bar.

L’elenco affisso sulle porte basculanti (quasi in stile western) è interminabile: sono cinquanta, infatti, i processi previsti per la mattinata e destinati a essere celebrati dinanzi al giudice monocratico Fabrizio Malagnino.

Si procede rigorosamente in ordine alfabetico, seguendo il cognome dell’imputato (il primo della lista se sono più di uno). Un coacervo di piccole e grandi storie umane, di presunti colpevoli e innocenti, di criminali e gente per bene, di sfortunate coincidenze e scelte sbagliate.

Ogni fascicolo racchiude una vicenda umana e giudiziaria, casi che spesso hanno cambiato la vita di chi è racchiuso in quei fogli di carta spesso ingialliti dal tempo.

Il panorama è ampio: si va dalla violazione degli obblighi di assistenza familiare alla ricettazione, dall’uso di atto falso alla violenza privata, dal furto in abitazione alla sottrazione cose comuni, dalle lesioni personali sino all’omicidio colposo legato alla presunta colpa medica. Il brusio a volte copre le parole di chi siede, spesso a disagio, sul banco dei testimoni.

Aula2-5Per ogni processo ci sono testi da ascoltare, eccezioni da esaminare, documenti e verbali da acquisire agli atti, e, in alcuni casi, requisitorie del pubblico ministero e arringhe dei difensori.

Sono pochissimi i procedimenti che vanno a sentenza, nella maggior parte dei casi bisogna stabilire la data della prossima udienza, differita spesso di alcuni mesi. Per alcuni testimoni l’attesa è stata vana, dovranno tornare per la prossima udienza ed essere nuovamente inglobati per alcune ore, loro malgrado, nelle fauci fameliche della giustizia.

E’ ormai giunta l’ora di pranzo quando lentamente l’aula si svuota. Rimane solo lo statino d’udienza a ricordare la lunga mattinata di un giorno qualunque degli uffici giudiziari. Già, perché domani si ricomincia, e la macchina della giustizia si rimetterà in moto con il suo immenso carico d’umanità, lenta ma (quasi sempre) inesorabile.

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