Cronaca

Ferito a pistolettate davanti alla stazione di servizio, chiesto il giudizio immediato

Ciro Vacca, pluripregiudicato 58enne di Cavallino, fu arrestato a gennaio scorso dai carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, perché ritenuto il presunto autore del ferimento del 25enne leccese Gioele Greco. Gli inquirenti non ritengono verosimile che il colpo d'arma sia partito accidentalmente

LECCE – La Procura del capoluogo salentino ha chiesto il giudizio immediato per Ciro Vacca, pluripregiudicato 58enne di Cavallino, arrestato a gennaio scorso dai carabinieri del nucleo investigativo di Lecce, perché ritenuto il presunto autore del ferimento di Gioele Greco, 25 anni di Lecce, raggiunto da un colpo di pistola, presso una stazione di rifornimento.

All’origine dell’incontro, avvenuto nei pressi dell'area di servizio “Tamoil” alle porte di Cavallino, vi sarebbe stata una vicenda riguardante il figlio, che sarebbe stato accusato da Greco di un furto. Il 58enne avrebbe portato l’arma con sé solo per spaventare il suo interlocutore. Poi, però, sarebbe partito un colpo per sbaglio. Una tesi, quella dell’imputato, che non ha mai convinto gli inquirenti. Vacca è assistito dagli avvocati Cosimo Rampino e Donato Sabetta. Greco dall'avvocato Benedetto Scippa.

I militari dell'Arma, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Lecce, arrestarono l'uomo a meno di 72 ore dai fatti. Vacca si era nascosto in un'intercapedine, realizzata dietro una finta parete, nella sua villetta di Cavallino, alla fine di un corridoio coperto da uno specchio. Tenuta sotto stretta osservazione, l'abitazione dell'uomo fu sottoposta a un’accurata perquisizione, dopo alcuni movimenti sospetti che non sfuggirono agli uomini in divisa. Rintracciato, Vacca fu sorpreso dai carabinieri con una pistola calibro 9, illegalmente detenuta, con il colpo in canna e quindi pronta all'uso.

VACCA CIRO Francesco-4Si trattava, con ogni probabilità, della stessa arma utilizzata per esplodere il colpo all'addome di Greco, poi sottoposta a sequestro assieme a 42 cartucce dello stesso tipo del bossolo rinvenuto nel giorno della sparatoria, sulla scena dell'agguato, nei pressi dell'area di servizio "Tamoil", nel comune dell'hinterland leccese. Greco, qualche tempo dopo quei fatti, è stato arrestato, ma per altre vicende, ovvero nell'ambito dell'operazione "Speed drug" della squadra mobile leccese. 

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