Cronaca

"Trascinati dagli eventi". Due fra gli ultras arrestati ammettono in parte le colpe

Dinanzi al giudice sono comparsi oggi Simone Giannini, 28enne di Lecce e Michel De Matteis, 26enne di Copertino. Massimiliano Stefanizzi, 34enne nato e residente a Firenze, presente il giorno dei fatti al "Via del Mare", sarà sentito per rogatoria dal gip del Tribunale toscano.

LECCE – Si sono svolti oggi, dinanzi al gip Carlo Cazzella (che sostituiva la collega Annalisa De Benedictis, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare), gli interrogatori di garanzia di due dei tre tifosi giallorossi arrestati lo scorso primo agosto dagli agenti della Digos del capoluogo salentino perché ritenuti responsabili degli incidenti e delle violenze all’interno e all’esterno dello stadio “Via del Mare” al termine dell’incontro del 16 giugno scorso contro il Carpi, che decretò la mancata promozione in serie B dei pugliesi.

Dinanzi al giudice sono comparsi Simone Giannini, 28enne di Lecce e Michel De Matteis, 26enne di Copertino. La terza persona finita ai domiciliari nel secondo troncone di arresti degli agenti della questura di Lecce, Massimiliano Stefanizzi, 34enne nato e residente a Firenze, sarà sentito per rogatoria dal gip del Tribunale di Firenze.

Entrambi gli arrestati hanno deciso di rispondere alle domande del gip, fornendo la propria versione dei fatti e una parziale ammissione di colpa. In particolare, Giannini, assistito dall’avvocato Francesca Conte (sostituita nell’occasione dalla collega Denise Berio) ha sottolineato di aver agito senza alcuna premeditazione, ma in modo inconsueto e spontaneo, trascinato dagli avvenimenti e dalla delusione di una promozione sfumata sul più bello. Una circostanza che, come rilevato, non giustifica le azioni per cui si è detto pronto ad assumersi le proprie responsabilità. A dimostrazione della mancata premeditazione e dell’esistenza di un progetto studiato a tavolino, il fatto che il 28enne abbia agito a viso scoperto, incurante delle videocamere di sicurezza, delle forze dell’ordine e dei media. Giannini, dopo aver invaso il terreno di gioco, avrebbe colpito con uno schiaffo uno degli steward in servizio quella domenica.

Più complessa, sotto il profilo giuridico, la posizione di De Matteis, assistito dall’avvocato Laura Alemanno. Il legale, infatti, ha chiesto e ottenuto che vengano precisati i fatti e i capi d’imputazione relativi al proprio assistito, cui sono stati inizialmente contestati genericamente i reati degli altri tifosi coinvolti nell’operazione. Il 26enne ha comunque ammesso le proprie responsabilità, cioè di essersi reso colpevole del lancio di alcuni oggetti. Un gesto sicuramente da censurare per cui il giovane tifoso ha voluto chiedere scusa. L’avvocato Alemanno ha già presentato istanza di revoca della misura o, in alternativa di sostituzione con l’obbligo di firma o i domiciliari lavorativi. Il gip si esprimerà nei prossimi giorni.

Gli arrestati rispondono, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento e violazione dell’articolo 6 quater della legge speciale 401 del 1989 (violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive). 

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