Lavoro nero e falsificazione, i controlli svelano fenomeni in aumento

Guardia di finanza: il 243° anniversario della fondazione è stato il momento per un bilancio dei primi cinque mesi del 2017

LECCE – Dall’evasione fiscale, alla criminalità organizzata, passando dalla tutela della spesa pubblica: il 243° anniversario della fondazione della Guardia di finanza è stato anche il momento per un bilancio dei primi cinque mesi dell’anno che, guardando i numeri nella loro interezza, hanno visto già 3mila 694 interventi di polizia economico-finanziari e 257 indagini delegate da magistratura ordinaria e contabile, di cui 217 portate a termine, pari quindi al 73 per cento.

EVASIONE FISCALE - Sul fronte della lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, stando alle indicazioni del ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, la Guardia di finanza “sta sostenendo convintamente il cambiamento culturale in atto nell'amministrazione finanziaria – come ha precisato nel suo intervento il comandante generale, generale di corpo d’armata Giorgio Toschi – teso a rifondare su nuove basi il rapporto tra fisco e contribuente ed a rinsaldare il significato autentico del prelievo tributario come contributo del singolo al bene comune”.

“Una rinnovata strategia – ha aggiunto comandante – che pone il cittadino al centro del sistema, incoraggiando ogni forma di dialogo leale e costruttivo con il mondo dell'economia, delle associazioni di categoria, delle rappresentanze e degli ordini professionali”.

L’azione, sul piano del contrato agli illeciti, ha finora condotto a 393 interventi mirati, fra verifiche e controlli, tutti nei confronti di imprese e lavoratori autonomi selezionati in modo preventivo per il rischio di consistente evasione. Si tratta di scelte eseguite attraverso una serie di indicatori, ovvero partendo dall’analisi dei dati ottenuti dalle banche dati in uso al Corpo, dall’attività di intelligence e dal controllo economico del territorio.

Nel comparto dei reati tributari, circa 65 sono state invece le attività investigative delegate dalle autorità giudiziarie, con 77 reati fiscali attribuiti a 61 di questi. Per l’82 per cento si tratta di illeciti gravi come l’emissione di fatture false, la presentazione di dichiarazioni fraudolente o l’occultamento di documenti contabili.

Non sono mancate le proposte di sequestro di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai danni di responsabili di frodi fiscali, per un valore di 6 milioni di euro, di cui 4 milioni già eseguiti. Discorso a parte, spiegano dalla Guardia di finanza, riguarda chi è riuscito ad accumulare patrimoni milionari ricorrendo alle forme più gravi di reati fiscali ed economico–finanziari: è stato svolto un accertamento nei confronti di quattro soggetti che ha condotto alla confisca definitiva di beni per oltre 8 milioni di euro.

Nel campo dell’economia sommersa, i finanzieri hanno scoperto 66 soggetti del tutto sconosciuti al fisco. Sono i cosiddetti “evasori totali”, che hanno evaso, nel complesso, circa 5 milioni di Iva.  

Si tratta di un incremento sensibile, da ricondurre anche al piano “Omesse comunicazioni Iva” che i reparti del Corpo stanno svolgendo, su tutto il territorio nazionale, nei confronti di operatori che, invitati a regolarizzare (in un’ottica di compliance) la propria posizione fiscale, non hanno risposto o non si sono ravveduti.

Nel contrasto al sommerso di lavoro sono stati verbalizzati circa 35 datori di lavoro per aver impiegato quasi 104 lavoratori in “nero” o irregolari. In questo caso, un incremento notevole, del 206 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Mentre nei 31 interventi a contrasto delle frodi nel settore dei carburanti è scattato il sequestro di 5 tonnellate di prodotti energetici.  

TUTELA SPESA PUBBLICA - In fatto di tutela di spesa pubblica, il comandante generale Toschi ha precisato: “La tutela degli interessi economico-finanziari dello Stato, accanto al prioritario contrasto delle più gravi forme di evasione, richiede un’altrettanta determinata azione di vigilanza sui processi di gestione della spesa pubblica e di prevenzione e repressione delle forme di criminalità che ne possono causare un'alterazione, prima fra tutte la corruzione”.

Nei primi cinque mesi del 2017, i finanzieri hanno eseguito oltre 185 interventi a tutela di tutti i principali flussi di spesa pubblica: dai contratti pubblici agli incentivi alle imprese, dai fondi europei alla spesa sanitaria, dalle contribuzioni a sostegno del lavoro alle erogazioni a carico del sistema previdenziale.

Sono 37 le deleghe d’indagine ricevute dalla magistratura ordinaria e contabile, per illeciti in materia di appalti e contro la pubblica amministrazione, ma anche frodi e truffe nella percezione di risorse pubbliche e per possibili casi di responsabilità amministrativa per danni erariali. Sono così stati individuati danni erariali e contributi richiesti o percepiti in frode per un ammontare di 14 milioni di euro.

I finanzieri hanno anche eseguite indagini su contratti pubblici irregolari per oltre 7 milioni di euro, mentre sono 23 le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altre condotte contro la pubblica amministrazione. Ulteriori 115 soggetti sono stati deferiti alla magistratura ordinaria o sanzionati in via amministrativa per aver percepito in modo illecito contributi pubblici, risorse o agevolazioni a carico della spesa sanitaria e del sistema previdenziale. Sono 49, infine, i segnalati alle Procure regionali della Corte dei conti per ipotesi di danno erariale.

CRIMINALITA' ORGANIZZATA - Cambiando ancora fronte, su quello del contrasto alla criminalità economico-finanziaria, sono state eseguite 471 attività ispettive. Tocca la soglia degli oltre 20 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti per il sequestro, sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ai sensi della normativa antimafia.

Nel campo della lotta al riciclaggio di “denaro sporco”, i dipendenti reparti del Comando Provinciale hanno approfondito 93 segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio. Mentre in materia di contrasto ai reati fallimentari sono state accertate distrazioni di patrimoni per oltre 1 milione di euro.

Nelle indagini sulle falsificazioni monetarie e degli altri mezzi di pagamento, la Guardia di finanza ha sequestrato valuta, titoli, certificati e valori bollati contraffatti per oltre 4 mila euro. Nel settore della tutela della proprietà intellettuale, a fronte di 103 interventi e 20 deleghe d’indagine eseguite, sono stati sequestrati oltre 3,4 milioni di prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione made in Italy o non sicuri. Anche in questo caso, un incremento notevole rispetto allo stesso periodo del 2016, pari al 500 per cento in più.

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CONTROLLO DEL TERRITORIO - Infine, il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo. Questo è assicurato, per il contrasto dei traffici illeciti, attraverso un dispositivo d’intervento unitario, in cui diverse componenti (territoriale, investigativa, aeronavale e speciale) operano integrandosi fra loro. In tale contesto, ammontano a 3 le tonnellate le sostanze stupefacenti sequestrate. Sono nove i narcotrafficanti arrestati e due i mezzi sequestrati. Sul fronte dell’immigrazione clandestina, sono stati arrestati dieci scafisti e sequestrate cinque imbarcazioni.

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