Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Lavoro nero, 23 irregolari e sanzioni alle aziende per 100mila euro

Trenta ispezioni da parte del Nucleo carabinieri dell'Ispettorato del lavoro tra Lecce, Salice Salentino, Casarano, Poggiardo, Parabita, Maglie, Vernole e Nardò. Sospesa inoltre l'attività imprenditoriale per otto ditte

 

LECCE –  Trenta ispezioni da parte del Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro in altrettante aziende tra Lecce, Salice Salentino, Casarano, Poggiardo, Parabita, Maglie, Vernole e Nardò con 62 posizioni lavorative esaminate. Risultato: scovati 23 lavoratori in nero, inflitte  72 sanzioni amministrative per un totale di quasi 100mila euro, 98.646 per la precisione.

E’ una stralcio di panoramica sulla situazione del lavoro da queste parti alla luce di quanto emerso dopo gli ennesimi controlli ad opera dell’Ispettorato del lavoro di Lecce nelle aziende edili, dove il lavoro irregolare continua ad essere più diffuso, ma anche nel settore dei pubblici servizi, dell’impiantistica, delle confezioni abbigliamento e dei servizi in genere. Ed infatti le irregolarità emerse in seguito ai controlli hanno riguardato l’edilizia,  la produzione di capi di abbigliamento, la gestione di palestre e di piscine, l’impiantistica, per finire alle aziende agrituristiche.

Le ispezioni condotte oltre che dai militari del Nil, anche dai funzionari ispettivi della Direzione territoriale del lavoro, tutti coordinati da Virginio Villanova, hanno portato inoltre alla segnalazione all’autorità giudiziaria 18 persone che, a vario titolo, hanno violato le disposizioni di sulla sicurezza del lavoro. Ventisette, in questa circostanza, le prescrizioni penali e le diffide. Le principali violazioni infatti hanno riguardato i datori di lavoro edili per mancata protezione delle postazioni lavorative dal rischio di cadute dall’alto, la omessa sorveglianza sanitaria, formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, la ma anche alcuni committenti dei lavori che si erano affidati a ditte non in regola con gli adempimenti previdenziali o addirittura sconosciute alla Pubblica Amministrazione, in quanto operanti del tutto in nero.    In una circostanza una persona è stata denunciata truffa nei confronti dell’Inps, per aver lavorato in nero per un periodo di circa sei mesi, mentre  percepiva indebitamente l’indennità di disoccupazione, quantificata in 6mila euro circa.

Per otto aziende è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20 per cento di quello occupato, con un’ulteriore sanzione di mille e 500 euro che ogni datore di lavoro ha dovuto pagare per poter riprendere l’attività imprenditoriale. Recuperati alle casse dell’Inps qualcosa come 171mila e 526 euro di contributi evasi.

I datori di lavoro sanzionati sono stati inoltre segnalati anche alla guardia di finanza in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari. 

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