Cronaca

Trenta rapaci curati tornano in libertà per volare in Africa da Rauccio

Sono soprattutto falci grillai, salvati in estate. Giovedì mattina alle 11 un appuntamento aperto al pubblico nel Parco

LECCE – Trenta uccelli rapaci torneranno in libertà. Uno spettacolo della natura aperto a tutti, grandi e piccoli. Giovedì mattina, alle 11, l’appuntamento è fissato presso il Parco naturale regionale bosco e paludi di Rauccio.

Si tratta degli esemplari di fauna selvatica soccorsi in più parti della Puglia durante l’estate da istituzioni preposte, associazioni animaliste e, spesso, anche comuni cittadini. Quasi sempre, alle loro cure, provvedono operatori specializzati dell’Osservatorio faunistico regionale e di quello provinciale. Una volta curati e avuta la certezza che potranno ritornare nel loro habitat sulle loro… ali, vengono liberati, spesso con suggestive cerimonie nei luoghi aperti che consentono agli appassionati di ammirare da vicino queste splendide creature e le loro evoluzioni.

Giovedì, dunque gli Osservatori faunistici regionale e provinciale, in collaborazione con l’ente Parco di Rauccio, l’assessorato alle Politiche ambientali del Comune di Lecce, i Rangers d’Italia di Lecce e l’Anpana Puglia, prevedono di rilasciare tutti gli esemplari che sono stati recuperati e curati nei vari centri. Spiccano per numero soprattutto giovani falchi grillai, ricoverati nei mesi scorsi perché trovati in difficoltà nei centri abitati delle cittadine pugliesi. 

“Questo piccolo falco, il grillaio – dice l’assessore Andrea Guido, presidente del Parco di Rauccio - inserito nella Lista rossa Iucn come specie vulnerabile, è senza dubbio uno dei rapaci a cui siamo più affezionati, in quanto dopo aver trascorso l'inverno in Africa, da un po’ di anni a questa parte torna a nidificare nel nostro territorio, persino nel centro storico della nostra città”.

Di recente, durante uno degli ultimi eventi di liberazione, tre falchi, quasi a voler ringraziare i soccorritori, fecero alcuni spettacolari volteggi, prima di allontanarsi. Una scena rievocata dallo stesso Guido, che ricorda: “Eravamo a Lecce, nel cuore del barocco”. Giovedì, invece, lo scenario sarà il parco, dove la visuale sarà più ampia e permetterà di godere in pieno di quella che si preannuncia come una vera festa.  

“Nel Salento il falco grillaio era di fatto scomparso fino a pochi anni fa - fa sapere la faunista Simona Potenza, fra i responsabili dell’Osservatorio di Calimera -. Nel 2006 partì un progetto di ripopolamento di grillai, portato avanti dall’Osservatorio grazie ad alcuni esemplari adulti, ma irrecuperabili a causa di disabilità acquisite in seguito a traumi”. Ovvero, “amputazione dell’ala, anchilosi e conseguente incapacità di volare”.

falco grillaio 01-2“Gli esemplari, provenienti dal Centro regionale di Bitetto, furono messi in condizione di riprodursi e i loro piccoli, ovviamente sanissimi, furono rilasciati nella provincia di Lecce a partire dalla zona “Rupi di San Mauro” a Sannicola”.

“Da allora – prosegue l’esperta - il grillaio è lentamente tornato a nidificare nel nostro territorio a partire dal centro storico di Lecce dove ha scelto i tetti di chiese e di vecchi edifici pubblici”.

Simona Potenza spiega anche che questo falco, rispetto ad altri, “è molto gregario e abita tranquillamente i centri abitati dove, nutrendosi soprattutto di invertebrati come coleotteri, blatte, cavallette, grilli, offre un’azione di pulizia da animali che non sono graditi nelle nostre case e, allo stesso tempo, disturba la nidificazione di altri volatili infestanti come i colombi”.

In tutto questo, è nata una stretta collaborazione fra i due centri di recupero pugliesi ha avuto successo e, anche per festeggiare i risultati ottenuti, Antonio Camarda, docente di Veterinaria presso l’Università di Bari e direttore sanitario del Centro regionale, con Gianluca Nocco, direttore sanitario del Centro provinciale e il benestare dei rispettivi direttori, Leuzzi e Panzera, hanno proposto una liberazione congiunta per presentare alla cittadinanza il lavoro svolto.

Gli esemplari torneranno così in Africa per l’inverno, per poi rientrare nel Salento con il ritorno del caldo, a primavera. “Ora i giovani falchi - conclude Simona Potenza - hanno tutta la preparazione per cavarsela da soli in natura”. Per ulteriori informazioni: facebook.com/Museo.di.Calimera.

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