Cronaca

Violenta tromba d'aria, danni e crolli: ne fa le spese anche l'oncologico

Lecce e comuni vicini, Leverano e Copertino, e ancora Aradeo, Veglie, e Salice Salentino: ovunque il maltempo ha provocato problemi piuttosto seri

LECCE – Di breve durata, ma ancora una volta intensa e distruttiva come sempre più spesso sta accadendo negli ultimi anni. La tromba d’aria s’è abbattuta nella mattinata fra Lecce e hinterland, ha provocato danni ad abitazioni e infrastrutture stradali, allagamenti, autovetture in panne e il solito assedio ai numeri d’emergenza, in primis quello dei vigili del fuoco, che hanno effettuato circa un centinaio di interventi.

Sintomi negativi, e molto chiari, di un clima che sta cambiando, con effetti a volte devastanti, se non persino letali.

Dalle zone di campagna ai centri abitati, questa volta, il maltempo non ha risparmiato nemmeno una struttura sanitaria come l’oncologico del “Vito Fazzi”. Il vuoto d’aria che s’è formato ha provocato il cedimento del controsoffitto in diversi punti, e in particolare nei reparti di Radiologia e Senologia, così come al piano terra e in Urologia. Tre donne sono rimaste lievemente ferite quando pannelli e sostegni sono venuti giù. L’effetto, di certo, è stato inatteso e ha destato ovvie preoccupazioni, considerando soprattutto il contesto.

A tale proposito, l'Asl stessa ha chiarito quanto avvenuto, in una nota nota stampa. Due donne, che accompagnavano pazienti, sono state condotte presso il pronto soccorso: la prima ha subito la contusione a una spalla (due giorni di prognosi), la seconda una leggera contusione cranica con escoriazione ad una gamba (anche in questo caso due giorni). Una donna di 51 anni è rimasta ferita al volto e al naso anche nel reparto di Ortopedia dopo essera stata colpita dal crollo del controsoffitto. 

Al sesto piano, in Urologia, un’altra donna che era in visita ad un ricoverato ha accusato una contusione alla gamba sinistra (tre giorni di prognosi). Gli ingegneri dell’Ufficio tecnico del “Fazzi”, hanno già provveduto a mettere in sicurezza tutti i luoghi e a rimuovere i potenziali pericoli come nel caso del quinto piano, dove per il forte vento si è rotto il vetro di una finestra senza provocare feriti o altre conseguenze.

Il direttore medico del “Fazzi”, Giampiero Frassanito fa sapere che  le prestazioni sanitarie continuano normalmente senza interruzioni. Sono state allertate le sale operatorie per eventuali emergenze che si dovessero verificare a causa del maltempo. In mattinata, infine, sono stati registrati danneggiamenti anche all’ospedale di San Cesario, dove il controsoffitto della palestra di Riabilitazione cardiologica ha ceduto ma, fortunatamente, senza provocare alcuna conseguenza alle persone. 

Ma quanto avvenuto nelle strutture sanitarie sono stati soltanto alcuni degli effetti. Impossibile, per ora, stabilire i danni esatti,. Il maltempo ha colpito un’area piuttosto estesa, dal centro della penisola salentina (Galatina e Aradeo), passando da Lecce e comuni vicini (Lequile, San Cesario di Lecce, Cavallino), abbattendosi anche su Copertino, Leverano e risalendo verso nord, specie nelle zone di Salice Salentino e Veglie. Solo in modo più marginale, questa volta, sono state colpite le zone litoranee.

Non solo tuoni e acqua a secchiate. Il vento ha toccato punte di 50 chilometri orari. E’ stato in quei momenti che la stele di benvenuto sulla rotonda all'entrata di Aradeo, come attesta la sezione locale di Protezione civilie, è letteralmente venuta giù. Sempre in quei momenti, si sono sradicati alberi che si sono abbattuti su abitazioni e autovetture. Fenomeni che si sono registrati praticamente ovunque, nel capoluogo come in provincia.

Nell’area settentrionale, paura soprattutto nella zona fra Salice Salentino e Veglie, dove il vento ha piegato anche piloni e divelto insegne di attività commerciali. Nell’area rurale intorno a Leverano, vento e piogge hanno provocato il crollo di serre di alcune aziende agricole. Davvero spaventosa la violenza con cui si è abbattuta la natura. Per l’ennesima volta. Perché nel Salento è ancora fresco il ricordo di quanto avvenuto poco prima della metà di settembre.  

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