rotate-mobile
Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Prima le violenze da sposati, poi lo stalking da separati: “Ti affogo in piscina”

Chiuse le indagini preliminari su un 48enne. Sarebbe stato artefice di vessazioni continue verso la consorte, con cui condivide una società, accusandola persino di relazioni con i dipendenti, impedendole di vedere le amiche e controllandone gli spostamenti

LECCE – C’è un termine ricorrente, in questa storia. Inizia con la zeta ed è uno degli epiteti più spregevoli con cui si possa indicare una donna. Lui, il marito, l’avrebbe usato in maniera compulsiva verso la moglie in un’infinità di circostanze. Sarebbe arrivato perfino a creare un gruppo su Whatsapp usando quel termine e inserendovi la consorte, la sorella di quest’ultima e un’altra donna per formulare accuse di tradimento subite. Casi di infedeltà, stando agli esiti dell’indagine, che peraltro sarebbe inventati.  

Ma gli insulti ficcanti sono quasi niente, se raffrontati alle minacce di morte e, in seguito alla separazione (perché di certo una relazione vissuta in questo modo non avrebbe avuto molte chance di durare) anche allo stalking. Insomma, un copione simile a tante altre tristi vicende di matrimoni naufragati nella violenza verbale e nel clima di terrore.

Accecato dalla gelosia

Nella vicenda, che arriva dall’hinterland di Lecce, a rischiare il processo per  maltrattamenti  in famiglia (con l’aggravante di fatti accaduti davanti alla figlia minore della coppia) e atti persecutori è oggi un uomo di 48 anni, difeso dall’avvocato Fulvio Pedone. Il pubblico ministero Erika Masetti ha chiuso a suo carico le indagini preliminari, nell’ambito di un’inchiesta nata dopo una corposa denuncia presentata dalla moglie, 44enne, difesa dall’avvocato Silvio Verri. Entrambi imprenditori, in comune, nella vicenda, hanno anche una società. Aspetto non irrilevante, visto che l’uomo, fra le altre cose, accecato da una forma di gelosia morbosa, l’avrebbe accusata più volte di aver avuto rapporti sessuali con alcuni dipendenti.     

Autoritario, aggressivo, minaccioso anche a causa dell’abuso di alcolici. Così viene definito l’uomo in sede di denuncia. Fra l’altro, una situazione degenerata negli ultimi anni, ma che pure avrebbe manifestato campanelli d’allarme fin dagli esordi della relazione, ovvero che si trascinerebbe dal lontano 2003, cioè dai primi anni del loro matrimonio. Già all’epoca, infatti, il marito avrebbe preteso il controllo assoluto sulla vita della moglie, arrivando ad aggredirla fisicamente e umiliandola con frasi irripetibili.

"Ti affogo in piscina"

Sembra, però, che negli ultimi tempi si sia arrivati a una vera e propria escalation, almeno a partire dal 2018, tanto che il 48enne sarebbe arrivato a impedire alla donna di uscire da sola e di frequentare amiche. I messaggi, via telefono, piuttosto espliciti. Pullulano frasi come: “Ora uccido qualcuno”. O, ancora, rivolto a lei: “O ti tappi la bocca o te la chiudo io, tu non chiamerai più i miei collaboratori... vietato... sennò ti giuro ca te nfoco nella piscina […] e dico ca a catuta…”. Un vero e proprio leitmotiv, quello dell’affogamento: “Ti annego nella piscina se non ti comporti bene”, avrebbe scritto, fra le altre cose. “Ti ammazzo e ti butto nel bunker... così non ti trova più nessuno. Non vali niente, la società è mia e può funzionare meglio senza di te”, più accuse di avere relazioni con i dipendenti e minacciando di spostare tutto su un’altra società, così “ti faccio morire di fame”.

Fra i tanti episodi, uno riguarda l’estate del 2020. I due avrebbero iniziato a litigare dopo che la moglie lo avrebbe scoperto a inviare un messaggio vocale ad un’altra donna. A quel punto, lui l’avrebbe aggredita verbalmente chiamandola “psicopatica e depressa”, per poi sbatterla letteralmente fuori di casa per un paio di ore. Ma c’è di più, l’uomo avrebbe inviato messaggi persino sul gruppo aziendale creato su Whatsapp, con frasi di questo tenore: “Apri gli occhi, ti sto avvisando, ora la goccia è traboccata… pubblico un video su tutti i social e su  tutti i gruppi su quanto sei…”, e giù parole che definire pesanti è un eufemismo, accusandola non solo di infedeltà, ma anche di aver sottratto soldi dalla società.

La separazione e lo stalking

Si arriva così alla primavera del 2021. La coppia, ormai, è separata, con allontanamento dell’uomo dalla casa coniugale, proprio a causa di maltrattanti subiti dalla moglie. Sarebbero iniziati, dunque, in quel periodo, gli atti persecutori. Molestie e minacce di rovinarla e di ammazzarla affogandola, avrebbero provocato in lei uno stato d’ansia perdurante e timori per la propria incolumità, fino a cambiare abitudini di vita, arrivare a perdere in maniera brusca 10 chili e manifestando accanto all’anoressia anche episodi di tachicardia.  Una sera di fine luglio del 2021, lui sarebbe arrivato persino ad appostarsi dietro al muretto del giardino di casa della donna, attendendone il rientro, per poi accusarla di aver incontrato un altro uomo e tirandole un ceffone sul volto. Qualche giorno dopo, avrebbe lasciato sul tavolo da lavoro della 44enne un quaderno con insulti, definendola “senza valori”.

E non è tutto. Lei sarebbe stata continuamente controllata anche tramite le telecamere di sicurezza aziendale. Queste, infatti, sono indirizzate verso l’abitazione dove risiede le donna. Di fatto, facile per lui sarebbe conoscerne gli spostamenti, alimentando quindi un’atmosfera di tensione che si taglia con il coltello. E ora, con la chiusura delle indagini preliminari, molto probabilmente ne seguirà un processo in cui si dovranno accertare tutte le gravi accuse pendenti sull’uomo. 

Per ovvi motivi di tutela della presunta vittima e della figlia minore, abbiamo omesso generalità dell'uomo indagato e luogo di residenza di entrambi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Prima le violenze da sposati, poi lo stalking da separati: “Ti affogo in piscina”

LeccePrima è in caricamento