Morte fulminante a 29 anni, si fa corpo l'ipotesi di meningite da streptococco

Le prime analisi sul liquor hanno chiarito la presenza del batterio, come diffuso dall'Asl di Lecce, ma sarà l'autopsia a fornire, forse, un responso definitivo. La donna aveva subito un incidente con asportazione della milza. La conseguenza può essere un abbassamento delle difese

La denuncia della famiglia presentata ai carabinieri.

LECCE – Infezione da “streptococco pneumoniae”. Questo il responso delle primi analisi svolte a Bari, dopo il prelievo di liquor effettuato dal laboratorio di Microbiologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, sul caso della morte della giovane leccese di 29 anni. E’ l’Asl salentina a diffondere la notizia in una nota ufficiale, spiegando anche che si tratta di un germe piuttosto diffuso in grado di provocare sia forme lievi di malattia come l'otite, sia più complicate che riguardano soprattutto bambini in tenera età e anziani, a causa del sistema immunitario meno efficiente. 

Per lo stesso motivo, possono andare incontro al rischio anche persone affette da malattie che hanno come possibile effetto quello di ridurre le difese. Fra queste c’è l'asplenia, cioè mancanza di milza per asportazione chirurgica, proprio come nel caso della donna, o comunque un malfunzionamento dell’organo. E ancora, rientrano nella lista, fra le altre patologie, anche le immunodeficienze e le malattie renali, epatiche e respiratorie croniche.

L’assenza del meningococco può essere rassicurante sotto il profilo del contagio. Va considerato che la donna lascia una bimba di sette anni, che frequenta la scuola. La situazione aveva creato una naturale ansia in diversi ambienti. Di certo, non ammorbidisce il dolore della famiglia per una morte prematura e rapida, un vero trauma per la sua evoluzione. La vita della giovane mamma s’è spenta nel giro di poche ore, dopo una notte trascorsa con febbre sempre più alta. In Rianimazione vi è arrivata quando ormai, forse, c’era ben poco da fare.

La famiglia, rappresentata dagli avvocati Francesco Cazzato e Dario Congedo, intende fare chiarezza su quanto avvenuto ed ha sporto denuncia contro ignoti, presentandola presso la caserma dei carabinieri della compagnia del capoluogo. Il pubblico ministero Stefania Mininni sta portando velocemente avanti il lavoro, disponendo i primi avvisi di garanzia. L’autopsia, che potrà dire molto ancora su quanto avvenuto, sarà effettuata all’inizio della prossima settimana.  

L’associazione di volontariato Salute Salento, che svolge anche reportage in ambito sanitario, ha ascoltato alcuni specialisti. Fra questi c’è Alberto Fedele, direttore del Servizio di igiene pubblica dell’Asl, che, sullo streptococco, chiarisce: “E’ un batterio che comunque potrebbe causare una meningite soprattutto in presenza di sepsi. Attendiamo l’autopsia per avere risultati certi ma pare che il germe si sia diffuso per via ematica e abbia interessato tutti gli organi e, verosimilmente, anche le meningi”.

“Lo pneumococco – prosegue - aggredisce soprattutto i soggetti fragili.  Noi consigliamo sempre la vaccinazione ai neonati e agli anziani che hanno condizioni a rischio. La donna in questione aveva avuto un incidente e le era stata asportata la milza”. Ed ecco che ritorna il già citato caso di asplenia.

Il primario di Infettivologia del nosocomio leccese, Anacleto Romano, allarga l’orizzonte. Per lui la donna potrebbe aver avuto una sepsi con “coagulazione intravascolare disseminata”. “Lo pneumococco – spiega - dà in genere una polmonite, ma non si può escludere una meningite, perché dal polmone il sangue raggiunge le meningi, soprattutto in un soggetto senza la milza. Un organo importante per le difese immunitarie e chi ne è privo deve fare la vaccinazione anti-meningococcica, anti-pneumococcica e anti haemophilus influenzae, altrimenti rischia di morire”. Ora bisognerà capire, dunque, se la donna fosse stata vaccinata.

Nel registro degli indagati (ma è il classico atto dovuto per procedere agli accertamenti) è finito Carmelo Catanese, responsabile della Rianimazione. Salute Salento ha sentito anche lui, che si dichiara amareggiato “per aver battuto il record degli avvisi di garanzia. Dopo appena due ore dall’arrivo della paziente nella sala di bonifica i parenti si erano già rivolti al magistrato”. Quest’anno nel reparto ne sono arrivati una ventina.

Il medico così riferisce sul caso: “La paziente arriva in rianimazione alle 6,55, proveniente dal Pronto soccorso, dove era stata portata alle 6 di ieri. Entra in ‘bonifica ‘ in condizioni terminali, cianotica, marezzata, tipica proprio della meningite con Cid. Tanto che appena l’ho vista mi sono chiesto perché l’avessero portata. Alle 8 è morta, alle 9 è pervenuto l’avviso di garanzia del giudice. E’possibile – si chiede - lavorare in queste condizioni, senza serenità? Noi non abbiamo l’acqua santa; non possiamo guarire con l’imposizione delle mani”.

Intanto, tornando all’Asl, questa suggerisce il vaccino antipneumoccico come valida arma di difesa per i soggetti esposti. Dal 2006, illustra l’Azienda sanitaria locale, il vaccino antipneumococcico viene offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati, agli ultrasessantacinquenni e ai soggetti a rischio di qualunque età.

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Ma le percentuali non sono pari. Circa il 95 per cento dei bambini nel primo anno di vita risulta protetto, ma negli adulti l’adesione tocca appena il 20 per cento. E gli antibiotici non sono efficaci in funzione preventiva. Da qui il rinnovamento dell’invito a tutti i soggetti a rischio di richiedere la vaccinazione al proprio medico di medicina generale. In questo periodo si può approfittare della vaccinazione antinfluenzale.

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