Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Centro

"Non c'è più tempo". Gli studenti in corteo per difendere il diritto allo studio

Edilizia scolastica, caro prezzi sui mezzi pubblici, tasse aggiuntive, carenza di risorse per le borse di studio: questi i temi caldi della manifestazione degli studenti e degli universitaria in marcia da porta Napoli fino al centro di Lecce

LECCE – Un nuovo autunno caldo, anzi caldissimo, per gli studenti degli istituti superiori ed universitari di tutta Italia. Anche a Lecce i tre giorni di mobilitazione previsti a livello nazionale si sono conclusi con un grande corteo di ragazzi, radunati nei pressi di porta Napoli, che ha attraversato le vie principali della città.

Gli animi già accesi sin dalle prime ore della mattinata, si sono infuocati per la partenza in ritardo della manifestazione, legata alla difficoltà incontrata da molti studenti della provincia di raggiungere il capoluogo utilizzando i mezzi pubblici. Neanche a farlo apposta, considerato che una delle rivendicazioni più consistenti riguarda proprio l’inadeguatezza del sistema di trasporto pubblico che ostacolerebbe, concretamente, il raggiungimento dei luoghi di studio. 

Compromettendo così ulteriormente quel diritto allo studio che la Costituzione garantisce ai meritevoli, per quanto privi di mezzi economici. Un ostacolo che si aggiunge a moltissimi altri, come spiegano le centinaia di manifestanti nel loro ritratto, a tinte fosche, della scuola pubblica italiana. “Le motivazioni per scendere in piazza sono numerosissime e partono dal contesto locale per arrivare a tutto il quadro nazionale – spiega Paola Fracella dell’Unione degli studenti - .Anche se quest’anno non ci possiamo appigliare a nessuna legge che attacchi direttamente il diritto allo studio, come nel caso dei precedenti (riforma Gelmini e disegno di legge Aprea), purtroppo la situazione rimane drammaticamente uguale perché il governo continua a non investire sull’istruzione”. 

Alla scuola pubblica, a detta della portavoce, verrebbero elargiti giusto gli spiccioli”: “Gli ultimi fondi complessivamente stanziati dall’esecutivo non bastano neppure a risolvere il disagio in cui versano gli istituti della sola provincia di Lecce”. Oltre al danno, esiste la beffa di quelle risorse che sarebbero dirottate su “investimenti sbagliati come le scuole private, il cui finanziamento è anti-costituzionale; le missioni di guerra e l’acquisto di F-35 nonostante l’Italia sia un Paese che ripudia la guerra; la realizzazioni di grandi opere inutili e dannose come la Tav”.

Il diritto allo studio, in buona sostanza, sarebbe rimasto completamente ai margini del dibattito pubblico nazionale. “Nessuno si preoccupa più di noi, eppure dovrebbero fare leva sulle nuove generazioni che rappresentano l’unica via di uscita dalla crisi globale”, commenta con amarezza un altro giovane studente, dal cuore del corteo.

Le rivendicazioni vengono così schematizzate da Paola: “Richiediamo una legge quadro nazionale che ancora, nel 2013, non esiste; il finanziamento alla legge della Regione Puglia sul diritto allo studio e chiediamo alla Provincia un impegno concreto per risolvere quei disagi che paralizzano l’attività scolastica, a partire dal sistema di trasporti fino alla messa in sicurezza di molti edifici pubblici, fatiscenti e pericolosi, insieme alla possibilità di adottare i libri di testo in comodato d’uso”.

All’interno degli istituti della provincia esisterebbe poi la prassi del contributo volontario, raccontano gli interessati: una cifra richiesta annualmente, variabile a seconda delle scuole, che andrebbe a gravare sui già magri bilanci famigliari.

Alla protesta degli studenti si è aggiunta anche quella degli universitari per i quali il vero nodo da sciogliere rimane l’accesso alle borse di studio, la cui copertura per gli idonei l’anno scorso è arrivata al 94 per cento, ma quest’anno non sembra ancora garantita. Addirittura, azzarda il coordinatore di Link –Udu Massimo Gira, “potrebbe raggiungere lo zero assoluto”. Ma la certezza si avrà solo in serata, visto che proprio per oggi è prevista la pubblicazione delle graduatorie.

“La situazione drammatica degli atenei italiani, in particolare quello salentino, è aggravata proprio dalle novità sulla borse di studio – spiega il coordinatore della rete universitaria -. Sia perché non è certa la copertura governativa, sia perché la Regione Puglia ancora non ha stanziato i fondi che aveva preventivato in bilancio”. A questa  scottante problematica, si aggiunge l’annoso problema dei trasporti pubblici, gravato dalla stretta sui criteri di agevolazione delle tariffe, concessi agli studenti. Nel corso della mattinata gli universitari incontreranno i dirigenti del Comune di Lecce per far luce proprio su questi aspetti.

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