Giovane leccese aggredisce a pugni e manda in ospedale militare barese

Il grave episodio in via Monteroni. Un 25enne, di stanza presso la caserma "Nacci", ferito da un 23enne dopo una banale lite. I colleghi della vittima hanno preso la targa. Il giovane rintracciato

La caserma "Nacci" di Lecce.

LECCE – Un accento diverso fa ancora la differenza. Persino nel 2020 e nonostante l’emergenza globale per il coronavirus (ancora in atto, ripartenze o meno), che si sperava avesse insegnato qualcosa sul rispetto reciproco e la solidarietà fra esseri umani. Ma quando c’è di mezzo aria di derby, il distanziamento sociale va a farsi benedire e si supera in un solo istante. Quello che separa un naso da un pugno.

Come accaduto lunedì sera a Lecce, dove sono scoccate scintille fra leccesi e baresi. Non del tutto ben chiaro cosa sia avvenuto e come sia nata la lite, ma a quanto pare alcuni militari di Bari, di stanza presso la caserma “Nacci” sarebbero stati bersagliati da giovani del posto. Ad avere la peggio, proprio un barese, finito in ospedale. Mentre un 23enne leccese è stato poco dopo rintracciato e denunciato.  

La storica caserma, che ospita oggi il 15° reggimento “Cavalleggeri di Lodi”, si trova in via Monteroni e sempre lì nei pressi, dove sorge anche il Bar del Soldato, c’erano diversi militari. Era la sera di lunedì 18 maggio, proprio il giorno in cui in Italia molte attività hanno potuto riaprire le saracinesche dopo mesi di chiusura forzata e i cittadini tornare a girare liberamente senza autocertificazioni.

Ebbene, a un certo punto, alcuni salentini avrebbero notato nel bar i militari. E’ sempre difficile capire come nascano certe situazioni, ma, si sa, una parola tira l’altra, il campanilismo e le rivalità storiche ci mettono del proprio, è nato un diverbio e alla fine un 25enne barese ne ha riportato serie conseguenze: picchiato e colpito al volto. Quando sul posto, attorno alle 21,30, è arrivata una volante di polizia, vi ha trovato mezza dozzina di militari, i quali hanno spiegato dell’aggressione subita dal loro commilitone, nel frattempo seriamente ferito al volto.

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Costretto a farsi curare in ospedale, il malcapitato ha riportato la frattura del setto nasale e gli sono stati applicati otto punti di sutura al labbro superiore. Prognosi, 25 giorni, salvo complicazioni. Una volta dimesso, il militare ha sporto denuncia. Dalla parte sua, peraltro, anche un dettaglio, grazie ai suoi colleghi: alcuni avevano annotato la targa e il modello d’auto di colui che fattivamente l’avrebbe pestato. E gli agenti, tramite quei dettagli, sono risaliti al leccese di 23 anni, che è stato così indagato.     

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