Ultrà assolti, atti al pm: "Indagare su Lopez e moglie per falsa testimonianza"

Andrea De Mitri, detto “Smith”, e Geisson Alberto De Giorgi, erano finiti a processo per presunte minacce verso il giocatore. Ma c'è stato un vero capovolgimento di fronte

Lopez, all'epoca con la maglia del Lecce.

LECCE – Erano stati accusati di concorso in violenza o minaccia per costringere a commettere un reato. E non solo Andrea De Mitri, 44enne, leccese, conosciuto come “Smith”, fra i leader della curva nord giallorossa, e Geisson Alberto De Giorgi, 36enne, di San Cesario di Lecce, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Ma c’è di più.  Il giudice Stefano Sernia, nella sentenza emessa questa sera, ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero perché s’indaghi per falsa testimonianza nei confronti del calciatore uruguayano Walter Lopez (all’epoca, era il 2015, in forza al Lecce, oggi alla Salernitana) e della moglie Stefania Craciun. Insomma, volendo usare una terminologia sfruttata anche in ambito calcistico, vista la materia, si è trattato di un vero e proprio capovolgimento di fronte.

Era stato lo stesso pubblico ministero detentore del fascicolo, Massimiliano Carducci, a sollecitare l’assoluzione. E così è stato, con l’avvocato Giuseppe Milli, che difendeva entrambi gli ultrà leccesi – peraltro destinatari anche di un Daspo di sei anni -, il quale ha commentato, a margine della richiesta formulata dalla pubblica accusa e della decisione del giudice che non l’ha smentita: “Non dimentico la conferenza stampa dove i miei assistiti furono esposti al pubblico ludibrio. Deve far riflettere tutti, alla luce di questa sentenza”.

"Devi dire che non ti pagano lo stipendio"

La conferenza in questione, convocata in questura per illustrare i risultati dell’inchiesta della Digos nel mondo del calcio locale, risale al novembre del 2015. Convinto fin dalle prime battute che le cose non si fossero svolte come narrate, il legale ha svolto nel tempo una serie di indagini difensive, acquisendo atti e raccogliendo testimonianze, che hanno prodotto il doppio risultato di far assolvere i due imputati, nel procedimento in primo grado, gettando anche molti dubbi sulle dichiarazioni rese dalla coppia nel corso degli ascolti sotto giuramento.

Gli investigatori della Digos indagarono De Mitri e De Giorgi con l’accusa di aver fatto pressioni sul calciatore, nel tentativo di spingerlo a dichiarare alla stampa che la società, all’epoca dei fatti in mano alla famiglia Tesoro, non stava pagando gli stipendi. Tutto si sarebbe consumato al termine del derby Lecce-Foggia, valevole per la serie C, del 19 aprile 2015. Il Lecce si impose per 1 a 0, consentendo ai salentini di sperare ancora di agganciare il treno dei play-off, in una stagione molto travagliata, con la società, quindi, sulla graticola. Ed ecco il fattaccio: Lopez, rientrato a caso, sarebbe stato accerchiato – stando sempre alle indagini – da un gruppetto di almeno otto tifosi. Ben presto si sarebbe arrivati alle minacce, anche pesanti. I motivi, quelli già esposti: obbligare Lopez a presentarsi alla stampa e dichiarare che i calciatori non venivano pagati, ricevendo come risposta, dal calciatore, che fosse una falsità.

Mancanza di prove e contraddizioni

Va detto che né Lopez, né la moglie hanno presentato mai denuncia. Furono però ascoltati dalla Digos, che aveva già predisposto un’osservazione dei movimento delle frange più accese del tifo, visto il particolare momento. E, da una serie di fotografie, furono riconosciuti solo De Mitri e De Giorgi.

Ma nel processo sembra proprio che la situazione si sia rovesciata. Sono stati diversi gli aspetti che hanno fatto propendere sia per l’assoluzione, sia per la trasmissione degli atti al magistrato per far luce sulle dichiarazioni rese dalla coppia. Una su tutte: Lopez, la moglie, il figlio piccolo e la suocera non avrebbero dormito per due notti in un hotel cittadino, così come riferito, intimoriti per la vicenda. Non vi sarebbero riscontri, a riguardo, nei registri delle presenze. Tantomeno, vi sarebbero prove evidenti di minacce o pressioni subite quel giorno. E non è tutto. Vi sarebbero anche diversi altri aspetti ora da vagliare su tutta la faccenda, che potrebbero portare a nuove conclusioni. Insomma, la partita è stata davvero riaperta.  

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