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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

Due teste di maiale su studio legale e abitazione: minacce a Saverio Sticchi Damiani

Brutto risveglio per il presidente del Lecce e avvocato specializzato in diritto amministrativo. Prima la scoperta in via Bacile, all'ingresso secondario di Palazzo Tamborrino, poi quella in via San Francesco d'Assisi, davanti alla Villa comunale. Sul caso indaga la polizia

LECCE – Due teste di maiale mozzate, enormi, avvolte in sacchi di plastica e accompagnate da biglietti. Poche parole, dal tono palesemente offensivo. La prima è stata trovata appesa alla maniglia di uno degli ingressi dello stabile dove si trova lo studio legale. La seconda, su quella dell’appartamento in cui vive con la moglie. Un tipo d’intimidazione che nasce dallo stile mafioso, certo, ma che non necessariamente parte sempre da certi ambienti criminali. Nel tempo, infatti, l’usanza della testa d’animale tagliata è stata mutuata proprio da quel linguaggio e adottata per ogni tipo di  “questione”. Ciò rende tutto, per il momento, indecifrabile.

Una cosa, però, è certa. Il fatto che una delle teste sia stata appesa proprio all’ingresso dell’abitazione parrebbe sciogliere i dubbi sul destinatario finale: Saverio Sticchi Damiani, prima ancora che presidente dell’Unione sportiva Lecce, ruolo che l’ha reso popolare anche oltre i confini nazionali, già molto noto, e non solo a livello locale, per la sua professione legale in ambiti quali quello amministrativo e sportivo.

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Se l’intimidazione fosse stata recapitata solo davanti allo studio legale fondato dal padre Ernesto Sticchi Damiani, decano del foro, e presso il quale opera come avvocato anche l’altro figlio, Andrea, si sarebbero potuti generare equivoci. Ed è evidente che il mittente del macabro messaggio intendesse essere molto chiaro a riguardo, non lasciare spazio a dubbi di sorta.   

Uno spettacolo orrendo

Un odore nauseante e uno spettacolo orrendo. È la scena davanti alla quale si sono trovati coloro che, alle prime luci del giorno, hanno fatto le scoperte. Nel primo caso, è stato un custode di Palazzo Tamborrino, dove si trovano diversi uffici (fra cui, appunto, lo studio legale Sticchi Damiani), a rinvenire la testa del suino, ancora sanguinante e con tanto di biglietto. Mancavano pochi minuti alle 6. È stata chiamata la polizia e sul posto sono arrivati gli agenti delle volanti con la scientifica per i rilievi.

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Chi ha agito (difficile dire se una o più persone, ma dovevano per forza avere tutto nascosto in un’auto o un furgone) deve averlo fatto nel cuore della notte, scegliendo un punto più coperto e tranquillo: la stretta e corta via Filippo Bacile, a due passi da piazza Giuseppe Mazzini. L’ingresso principale, infatti, si affaccia quasi all’inizio di via 95° Reggimento Fanteria, all’incrocio con viale Felice Cavallotti, laddove il traffico è sempre intenso, anche durante le ore piccole.

La seconda testa è stata scoperta più avanti nelle ore, a mattino fatto. Qualcuno avrà scavalcato la cancellata che separa l’androne dal portone d’ingresso, appendendo la grossa busta sulla maniglia del portone esterno, per poi fuggire. Fra i primi ad arrivare sono stati i carabinieri della Sezione radiomobile. Poi, intorno alle 8,30 circa, sono intervenute anche una volante e la scientifica, e i sopralluoghi non sono certo sfuggiti ai tanti cittadini che in quel momento erano in transito per recarsi al lavoro.

In questo caso, gli ignoti hanno sicuramente corso un rischio maggiore di essere scoperti, perché la palazzina in cui risiede il presidente si trova all’incrocio fra via San Francesco d’Assisi e via Piave, in sostanza di fronte alla Villa comunale. Pieno centro e punto di smistamento del traffico verso viale Michele De Pietro da un lato e viale XXV Luglio dall’altro. Sempre nelle vicinanze, nel tratto iniziale di via Colonnello Archimede Costadura (per chi procede a piedi), vi è anche la sede dell’Unione sportiva Lecce, dove però non si sono registrati strani movimenti.  

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I poliziotti hanno ascoltato testimonianze e perlustrato le zone dei ritrovamenti in lungo e in largo. Nel caso dell’abitazione, sono andati a osservare anche alle spalle, in piazzetta Giuseppe Verdi, in cerca di qualche elemento ulteriore. Molte speranze sono riposte soprattutto nelle videocamere di sorveglianza. In entrambi i casi, non dovrebbero mancarne diverse da visionare.

Resta il mistero sul movente. Il fatto che sia stata presa di mira la sede dello studio legale, che occupa due piani di Palazzo Tamborrino, potrebbe anche suggerire la pista professionale. Ma, per ora, sono solo ipotesi sulle quali dovranno lavorare gli investigatori della Digos.

Una città sconcertata

La città ha accolto con sconcerto e amarezza la notizia, rimbalzata fin dal primo mattino. Lungimiranza, intraprendenza e obiettivi fin qui raggiunti in ambito sportivo, hanno fatto sì che Saverio Sticchi Damiani sia riuscito a conquistare la piazza come raramente accade ai presidenti delle formazioni di calcio. In generale, la sua famiglia è tra le più note della città, una dinastia di avvocati e, da interi decenni, uno degli studi principali della provincia di Lecce, punto di riferimento per imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni.

Innumerevoli gli attestati di solidarietà giunti dal mondo politico e istituzionale nell'arco della mattinata. La stessa Unione sporiva Lecce, con i soci, dirigenti, collaboratori, staff tecnico e calciatori tutti, si è stretta attorno al suo presidente “nel condannare fermamente il vile gesto intimidatorio”, sottolineando come la figura di Sticchi Damiani sia un “vero esempio di rettitudine e alta moralità in campo e fuori. Al presidente, serio professionista e punto di riferimento dagli alti valori umani per ognuno di noi, sentiamo di rinnovare, oggi più che mai, i nostri attestati di stima e sentimenti di vicinanza umana”, conclude la nota del club.

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