Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Morte dopo il rave party, indagato un 32enne: avrebbe ceduto la droga a Dalila

Prima svolta nell'inchiesta della squadra mobile di Lecce sul caso della ragazza di Cerfignano deceduta nell'ottobre scorso, dopo quattro giorni di coma, forse a causa di un fatale mix di sostanze. Il giovane, di Minervino, si è avvalso della facoltà di non rispondere sulle accuse a lui formulate

LECCE  - A distanza di due mesi esatti, il nome di un 32enne di Minervino di Lecce è finito nel registro degli indagati nell’ambito della vicenda relativa alla morte di Dalila Coluccia, 22enne di Cerfignano, frazione di Santa Cesarea Terme.

La tragedia è avvenuta nell’ottobre scorso. L’ipotesi è che la ragazza abbia assunto un fatale mix di alcol e droga durante un rave party in un casolare alla periferia estrema di Lecce, lungo la strada provinciale per la marina di Torre Chianca.

Sarebbe stato proprio il 32enne ad accompagnare Dalila al party. Il giovane, che ha precedenti segnalazioni per detenzione di stupefacenti, dovrà rispondere di cessione di sostanza.

Raggiunto da un avviso di garanzia lunedì scorso, avrebbe confermato di essere stato in sua presenza, ma di averla poi persa di vista nel corso delle ore. Mentre in merito alla presunta cessione di droga (marijuana e forse qualcosa di più forte), si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero titolare del fascicolo, Francesca Miglietta.

L’inchiesta, comunque, non si chiude qui. Gli investigatori della squadra mobile stanno svolgendo indagini a 360 gradi, per arrivare a identificare eventuali altri responsabili dell'accaduto. Nei prossimi giorni potrebbe quindi esservi qualche ulteriore svolta. Se il 32enne è infatti accusato di cessione di sostanza stupefacente, l’indagine della Procura contempla – per ora a carico di ignoti – anche le ipotesi di morte come conseguenza di altro reato e omissione di soccorso.

La ragazza di Cerfignano, infatti, è stata trovata in coma alle prime luci dell’alba di domenica 13 ottobre. Secondo le ricostruzioni della squadra mobile, sarebbe stata soccorsa solo al termine del rave party illegale cui aveva partecipato. Un intervento più celere avrebbe forse impedito che entrasse in ipossia. Divenuto il trauma cerebrale ormai irreversibile, purtroppo è spirata giovedì 17 ottobre nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

Il 24 ottobre scorso è stata consegnata la consulenza sul telefono che aveva in uso. Gli investigatori hanno scandagliato fra contatti, chiamate, sms e conversazioni via chat in cerca di elementi utili. Diverse le persone già ascoltate in questi mesi. L’indagine, ora, ha anche un nome da cui partire.  

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