Negozi affollati e fughe davanti agli agenti, i controlli al tempo della “fase 2”

Da ieri posti di blocco della polizia in città e verifiche serrate negli esercizi. Quattro sono stati sanzionati. Nei guai anche due minorenni in scooter

LECCE – Meno limiti non vuol dire off-limits. Così, da quando è iniziata la “fase 2” della gestione dell’emergenza coronavirus, non sono mancate le violazioni. Vista la progressiva ripresa di alcune attività commerciali e l’allentamento di una parte dei divieti, il controllo diviene oggi più complesso, perché di motivi per trovarsi in giro ce ne sono molti di più. Qualcuno potrebbe, così, trovare escamotage difficili da smontare e, dunque, è soprattutto l’assembramento che si cerca di limitare.

Casi non ne sono mancati e qualche verbale è fioccato. Li hanno rilevati gli agenti di polizia della questura leccese che, a partire da ieri, hanno predisposto una serie di posti di blocco e di controllo. Solo ieri mattina sono state controllati in  116. Fermati, in tutto, 95 veicoli,  lungo le principali vie di accesso al capoluogo. E, in linea di massima, si è riscontrato il rispetto delle disposizioni. Quattro sono state le violazioni.

C’è stato anche qualche momento più concitato. Come quando due giovani a bordo di uno scooter hanno tentato di eludere in controllo. Una volante della polizia s’è così posta all’inseguimento, in centro. E alla fine, i ragazzi sono stati fermati. Erano un 17enne e un 16enne, che, proprio per la fuga, sono stati indagati per resistenza a pubblico ufficiale. Il 17enne, inoltre, è stato segnalato per uso personale di stupefacenti. Aveva 7 grammi di marijuana ed è probabilmente quello il motivo per cui si è tentato di sfuggire alle verifiche.

I controlli hanno riguardato anche alcuni esercizi commerciali, specie laddove cittadini hanno segnalato al 113 assembramenti. Un tabaccaio con annesso emporio, un minimarket e una macelleria, sono stati quindi sanzionati: troppi clienti insieme, non si stavano mantenendo le distanze minime di sicurezza. Un’altra multa salata è stata poi riservata a un negozio di alimenti per animali. Il caso, però, riguarda la festività del Primo Maggio. Secondo quanto rilevato dagli agenti della divisione amministrativa e sociale della questura, era rimasto aperto, nonostante, con ordinanza regionale, fosse stata prevista la chiusura di tutti i negozi e gli esercizi commerciali in genere.

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